Domenica 7 febbraio 2021 Quinta Domenica del Tempo Ordinario

Foto: Icona russa di San Giobbe del XVII secolo

Santa Messa prefestiva Sabato 6 Febbraio 2021 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo
Sante Messe festive Domenica 7 Febbraio 2021 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo e alle ore 11 nella chiesa di San Donato.

PREGHIERA
Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Signore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezione.

PRIMA LETTURA
La parola chiave di questo brano è: “Ricordati” rivolto da Giobbe a Dio dopo aver analizzato la sua vita e averla trovata fatica, illusione, affanno e senza speranza.
Giobbe non chiede aiuto e non chiede la morte ma ricorda a Dio le sue promesse di salvezza e di speranza.

Dal libro di Giobbe
Giobbe parlò e disse:
«L’uomo non compie forse un duro servizio sulla terra
e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario?
Come lo schiavo sospira l’ombra
e come il mercenario aspetta il suo salario,
così a me sono toccati mesi d’illusione
e notti di affanno mi sono state assegnate.
Se mi corico dico: “Quando mi alzerò?”.
La notte si fa lunga
e sono stanco di rigirarmi fino all’alba.
I miei giorni scorrono più veloci d’una spola,
svaniscono senza un filo di speranza.
Ricòrdati che un soffio è la mia vita:
il mio occhio non rivedrà più il bene».

Salmo Responsoriale
Risanaci, Signore, Dio della vita.

È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele.

Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.

Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
la sua sapienza non si può calcolare.
Il Signore sostiene i poveri,
ma abbassa fino a terra i malvagi.

SECONDA LETTURA
San Paolo ci porta il suo esempio per dirci come si deve essere annunciatori del Vangelo: essere esempio di gratuità, di dono, di partecipazione nella carità verso il prossimo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo!
Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.

VANGELO
L’evangelista Marco ci presenta la conclusione della giornata di Gesù:
Gesù è attento alle singole persone
Accoglie tutti quelli che vanno a Lui
Li salva dai loro mali: dà la speranza
È’ fondamentale l’incontro con il Padre nella preghiera
Ha il senso universale della sua missione.

Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

OMELIA

Il brano del Vangelo di questa domenica continua la presentazione di una giornata tipo di Gesù.
Dopo la sinagoga dove parla con autorità e libera una persona da un demone impuro, Gesù va a casa di Pietro per trascorrere il resto della giornata in famiglia. Si preoccupa della salute della suocero di Pietro e la guarisce dalla febbre.
Dopo il tramonto del sole, quando finisce il riposo sabatico, tutti gli abitanti della cittadina si riuniscono davanti alla casa di Pietro e portano gli ammalati e gli indemoniati perché Gesù li risani.
Dorme nella casa di Pietro e al mattino presto Gesù si ritira in un luogo deserto per pregare.
Accade poi una cosa importante: si capisce che i discepoli sono entusiasti della popolarità che ha acquistato Gesù e anche loro sono coinvolti in questa popolarità.
Ma Gesù non cede a questa tentazione e ribadisce la volontà di seguire la sua missione: annunciare il vangelo.
Domenica scorsa Gesù si è presentato a noi come colui che ci libera dal male.
Oggi Gesù ci fa capire tre scelte importanti della sua vita:
L’importanza della famiglia, della preghiera, del fare il proprio dovere.
Anche la prima lettura ci aiuta a capire l’insegnamento di Gesù: occorre dare valore e senso alla quotidianità del nostro vivere.
La vita è fatta delle piccole cose di ogni giorno che vanno valorizzate.
Il nemico da vincere è la noia che spesso ci assale e ci fa pensare che solo nelle situazioni eccezionali sta il valore della vita.


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