Domenica 28 febbraio 2021 Seconda Domenica di Quaresima Domenica della Trasfigurazione

Santa Messa prefestiva Sabato 27 Febbraio 2021 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo
Sante Messe festive Domenica 28 Febbraio 2021 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo e alle ore 11 nella chiesa di San Donato

PREGHIERA

O Padre, che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio, nutri la nostra fede con la tua parola e purifica gli occhi del nostro spirito perché possiamo godere la visione della tua gloria.

LITURGIA DELLA PAROLA

PRIMA LETTURA

Come è difficile capire la voce di Dio!
Ad Abramo  sembra che Dio gli chieda il sacrificio del figlio come segno di amore e devozione. Fanno così tutti i popoli che ha conosciuto e in mezzo ai quali egli vive. Ma il Dio di Abramo è diverso: vuole la devozione del cuore non la morte di chi egli ama. Per questo gradisce il cuore di Abramo, gli indica l’oggetto del suo sacrificio (l’ariete) e gli rinnova la sua promessa: sarà il padre della fede.

Dal libro della Gènesi
In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.
L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».

Salmo Responsoriale
Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.

Ho creduto anche quando dicevo:
«Sono troppo infelice».
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.

Ti prego, Signore, perché sono tuo servo;
io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.

Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo,
negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme.

SECONDA LETTURA

San Paolo ci dice che Gesù è il centro della nostra vita di fede perché è il dono totale del Padre. Con Gesù possiamo affrontare tutte le difficoltà

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui?
Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi!

VANGELO

Nel vangelo di Marco il racconto della trasfigurazione è il culmine della rivelazione di Gesù Messia.
Prima Pietro lo dichiara Messia, poi Gesù stesso si dichiara Messia ai tre apostoli. Ma loro non capiscono.
Per capire, cioè accogliere, Gesù Messia occorre ascoltarlo e credere – confessare che è “figlio di Dio” ma questo avviene solo se si accetta la Croce.

Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

OMELIA

La Quaresima è il cammino per riscoprire il nostro essere discepoli di Gesù e rinnovare il Battesimo nella notte di Pasqua nella quale celebriamo la vita nuova ed eterna.
Abbiamo fatto due segni importanti:
le Ceneri con le quali abbiamo iniziato questo cammino quaresimale e abbiamo affermato che abbiamo bisogno di Dio.
Domenica scorsa abbiamo chiesto perdono riconoscendo l’immenso amore di Dio nostro Padre e la nostra insufficiente riconoscenza.
In questa seconda domenica cerchiamo di riscoprire chi è Gesù. E’ importante perché noi ci diciamo suoi discepoli.
Il Vangelo ci presenta l’episodio della trasfigurazione.
L’evangelista Marco mette  tre episodi al centro del suo Vangelo:

  •          la professione di fede di Pietro
  •          il primo annuncio della passione
  •          la trasfigurazione.

Questo per dirci che noi crediamo che l’uomo Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, l’Amato dal Padre che dobbiamo ascoltare. Gesù ci dice che Dio, il Dio che tutta l’umanità ha sempre cercato, non è un Dio violento che vuole il sangue dei suoi figli ma vuole che viviamo  la vera vita. Questo Dio ha mandato suo Figlio Gesù, in mezzo a noi perché stabiliamo, con  scelte di amore e di pace, il rapporto giusto con Lui e tra di noi.

Noi crediamo in questo Gesù e in questo Dio e vogliamo percorrere, insieme con Lui e nella sua Chiesa, la strada che ci ha insegnato.

Oggi dobbiamo sentirci più Chiesa, più discepoli di Gesù uniti attorno a Lui per affermare  con forza la nostra fede. Noi  crediamo che sia l’unica vera strada per la salvezza dell’umanità.

Torna in alto