San Tommaso Apostolo Martire, Icona
Santa Messa prefestiva Sabato 10 Aprile 2021 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo
Sante Messe festive domenica 11 Aprile 2021 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo e alle ore 11 nella chiesa di San Donato
PREGHIERA
Dio di eterna misericordia, che nella ricorrenza pasquale ravvivi la fede del tuo popolo, accresci in noi la grazia che ci hai dato, perché tutti comprendiamo l’inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti.
LITURGIA DELLA PAROLA
PRIMA LETTURA
Questo è il secondo riassunto della vita della prima comunità cristiana. L’accento viene messo sulla comunione dei beni che è una libera scelta dei cristiani.
Ciò che è richiesto è la disponibilità all’aiuto dei bisognosi, è la solidarietà.
Dagli Atti degli Apostoli
La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.
Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.
Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.
SALMO RESPONSORIALE
Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre».
La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
Il Signore mi ha castigato duramente,
ma non mi ha consegnato alla morte.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!
SECONDA LETTURA
In questo brano della prima lettera di S. Giovanni abbiamo un riassunto dell’essere cristiano:
Essere cristiani è accettare ciò che Gesù ci dice di Dio: è nostro Padre.
Credere a questo implica l’accettare che noi siamo suoi figli e di conseguenza fratelli.
Conoscere Dio è conoscere noi stessi.
La fede è fidarsi che quanto ci rivela Gesù di Dio e conseguentemente di noi è la verità.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.
In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità.
VANGELO
La prima redazione del vangelo di Giovanni si conclude con una “BEATITUDINE”
Sono beati coloro che credono in Gesù senza averlo visto.
Il vangelo è stato scritto per noi che non abbiamo visto Gesù storico, ma ci è richiesta la stessa fede degli apostoli.
Dal vangelo secondo Giovanni
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
OMELIA
Aver fede
Vuol dire “FIDARSI”
Proviamo a chiederci: di chi ci fidiamo?
Sotto certi aspetti ci fidiamo di pochissimi
Sotto altri la nostra fiducia è illimitata
Che cosa vuol dire “fidarsi”?
Vuol dire mettere la nostra vita,
o parte della nostra vita
o alcuni aspetti della nostra vita
nelle mani degli altri
Oggi, per tanti aspetti della nostra vita, siamo costretti a fidarci
per gli aspetti “liberi” siamo molto diffidenti.
(cioè chiusi, cerchiamo di proteggerci,non lasciamo che gli altri entrino nella nostra vita)
Quando riflettiamo sulla nostra fede religiosa, risentiamo di questo nostro comportamento “umano”
Siccome la caratteristica fondamentale della fede è la testimonianza
(perché è con questa che la fede si propaga e si radica)
le difficoltà aumentano perché è difficile accettare testimoni
Allora ci rifugiamo nella “fede fai da te”
Anche se è vero che ognuno vive la fede secondo la propria persona
E’ vero soprattutto che la fede è accettare i fondamenti della vita e questi sono
uguali per tutti:
Dio è nostro padre e ci ama
Gesù è il figlio di Dio incarnato morto e risorto per farci conoscere il Padre e farci vedere come lo incontriamo
Tutti noi siamo figli di Dio e fratelli tra noi e dobbiamo amarci come Gesù ci ha amato e ci ha insegnato.
I discepoli di Gesù non sono un insieme anonimo di persone ma formano la Chiesa che è una comunità ordinata e riunita nello e dallo Spirito Santo che è lo Spirito di Gesù Risorto.
Questo è quello che noi ripetiamo del “Credo”
Queste non sono parole ma sono il fondamento della nostra vita quotidiana.
