Disputa del Santo Sacramento, Raffaello Sanzio, 1509, affresco, 5 x 7,70 m circa.
Città del Vaticano, Musei Vaticani, Stanza della Segnatura.
Santa Messa prefestiva Sabato 5 Giugno 2021 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo
Sante Messe festive Domenica 6 Giugno 2021 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo e alle ore 11 nella chiesa di San Donato
PREGHIERA
Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa’ che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione.
LITURGIA DELLA PAROLA
PRIMA LETTURA
Questo brano ci presenta l’alleanza del Sinai.
I termini di questa alleanza: I dieci comandamenti che Dio ha dato
l’adesione del popolo ai dieci comandamenti
Mosè è il mediatore
L’altare rappresenta Dio
Il segno dell’alleanza è il sangue di una vittima sacrificale che viene versato metà sull’altare e metà sul popolo
Dal libro dell’Èsodo
In quei giorni, Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!».
Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrifi¬care giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore.
Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l’altra metà sull’altare. Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto».
Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!».
SALMO RESPONSORIALE
Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.
Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.
SECONDA LETTURA
Il brano mette a confronto il sacrificio di Gesù e il sacrificio del giorno dell’espiazione:
Il sacrificio di Gesù è immensamente superiore perché è unico: realizza l’espiazione di tutti i peccati e ci rende degni di offrire noi stessi come culto spirituale.
Il sacrificio di Gesù è anche sacrificio della nuova ed eterna alleanza tra Dio e l’umanità. E’ sacrificio-testamento perché ci rende eredi-figli.
Dalla lettera degli Ebrei
Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.
Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente?
Per questo egli è mediatore di un’alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna che era stata promessa.
VANGELO
L’evangelista Marco nel racconto dell’ultima cena mette in evidenza:
la comunione dei discepoli
il corpo e sangue di Gesù come dono
il corpo e sangue di Gesù come nuova alleanza
e come sacrificio di espiazione.
Dal vangelo secondo Marco
Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
OMELIA
La Parola di Dio mette in evidenza l’Eucarestia come “SACRIFICIO”.
Sacrificio vuol dire : fare qualche cosa di “SACRO”.
Sacro è detto di ciò che riguarda il rapporto tra noi e Dio.
Il rapporto tra noi e Dio, nella Bibbia,è il rapporto più importante.
In questo rapporto più importante che cosa scambiamo con Dio?
Scambiamo ciò che è più importante per noi: la vita.
Nella Bibbia la vita si identifica con il sangue, ecco perché la prima lettura ci dice che l’incontro tra Dio e il suo popolo avviene attraverso il sangue di un animale che viene versato metà sull’altare (che rappresenta Dio) e metà sul popolo.
Nell’ultima cena Gesù ci dice che il pane è il suo corpo spezzato e il vino il suo sangue versato in sacrificio.
Gesù ci dona la sua vita e rende l’incontro tra l’umanità e Dio definitivo e stabile perché é il Figlio di Dio.
In Gesù avviene la comunione piena e perfetta tra tutta la creazione e il Creatore. Si realizza il progetto creativo di Dio.
Eucarestia sacrificio vuol dire che Gesù, e noi insieme con Lui, realizziamo il rapporto giusto con Dio che ci fa essere giorno dopo giorno costruttori con Dio del suo progetto di amore per il creato.
Noi, nella Chiesa che celebra l’eucarestia, realizziamo la comunione con Dio e con tutto il creato.
