Domenica 13 giugno 2021. Domenica undicesima del Tempo Ordinario.

Santa Messa prefestiva Sabato 12 Giugno 2021 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo
Sante Messe festive Domenica 13 Giugno 2021 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo e alle ore 11 nella chiesa di San Donato

PREGHIERA

Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto, soccorrici con la tua grazia, perché fedeli ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.

LITURGIA DELLA PAROLA

L’argomento della Parola di Dio di questa domenica è la speranza.

PRIMA LETTURA
Il profeta si rivolge ai deportati in esilio a Babilonia che erano sfiduciati e promette da parte di Dio, attraverso questa parabola, che manterrà le promesse fatte ai padri perché Lui è il Signore.

Dal libro del profeta Ezechiele
Così dice il Signore Dio: «Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro, dalle punte dei suoi rami lo coglierò e lo pianterò sopra un monte alto, imponente; lo pianterò sul monte alto d’Israele.
Metterà rami e farà frutti e diventerà un cedro magnifico. Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno, ogni volatile all’ombra dei suoi rami riposerà.
Sapranno tutti gli alberi della foresta che io sono il Signore, che umilio l’albero alto e innalzo l’albero basso, faccio seccare l’albero verde e germogliare l’albero secco. Io, il Signore, ho parlato e lo farò».

SALMO RESPONSORIALE
È bello rendere grazie al Signore.

È bello rendere grazie al Signore
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunciare al mattino il tuo amore,
la tua fedeltà lungo la notte.

IL giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio.

Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno verdi e rigogliosi,
per annunciare quanto è retto il Signore,
mia roccia: in lui non c’è malvagità.

SECONDA LETTURA
San Paolo ci ricorda che il Signore è il sommo bene della nostra vita.
Per il cristiano vivere è camminare verso l’incontro con Gesù cercando di compiere ciò che a lui è gradito sapendo che questo è il nostro vero bene.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo – camminiamo infatti nella fede e non nella visione – siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore.
Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi. Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male.

VANGELO
Con queste due parabole S. Marco vuole rispondere alla domanda: la predicazione di Gesù sul Regno riuscirà a raggiungere l’effetto desiderato?
La risposta è nella speranza che queste due parabole ci infondono.

Dal vangelo secondo Marco.
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

OMELIA
Catechesi sulla virtù della Speranza.
Che cos’è la virtù?
E’ una disposizione abituale e ferma a fare il bene, aiuta a tendere verso di esso a ricercarlo e sceglierlo con azioni concrete.
Facendo azioni buone si impara a scegliere il bene e si è facilitati a realizzarlo.
La virtù aiuta la scelta del bene.
Si imparano le virtù attraverso l’educazione e la perseveranza.
Oggi, aiutati da Catechismo della Chiesa cattolica, parliamo della virtù teologale della Speranza.
Virtù teologali: Fede, Speranza e Carità aiutano a vivere la vita cristiana secondo i criteri morali che ha rivelato Dio, ci aiutano a vivere da Figli di Dio.
La Speranza è la virtù che ci aiuta a desiderare il Regno di Dio e la vita eterna come nostra felicità riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Gesù e confidando nell’aiuto dello Spirito Santo.
Tutti aspiriamo alla felicità! E’ la molla della nostra vita: tutto facciamo per raggiungere la felicità

La virtù della Speranza:
-ci aiuta a compiere quelle azioni che ci procurano la vera felicità e, secondo noi, troviamo la vera felicità solo seguendo Gesù.
-Ci aiuta a lottare contro lo scoraggiamento e il senso della sconfitta. Contro il senso di abbandono da parte di Dio e il senso di inutilità delle nostre opere buone verso il prossimo.
-Ci aiuta a inquadrare le nostre azioni in una visione di vita eterna.
-La virtù della Speranza ci aiuta a compiere le azioni giuste e buone sapendo che i frutti buoni non vanno persi anche se non si vedono subito.
-La virtù della Speranza ci ricorda che Dio sa trarre il bene anche dal male che produciamo con le nostre azioni cattive.
-In ultimo la Speranza ci fa ottenere il dono della perseveranza finale.

Atto di speranza
Mio Dio, spero dalla bontà vostra, per le vostre promesse e per i meriti di Gesù Cristo, nostro Salvatore, la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla con le buone opere, che io debbo e voglio fare. Signore, che io non resti confuso in eterno.

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