Santa Messa prefestiva Sabato 19 Giugno 2021 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo
Sante Messe festive Domenica 20 Giugno 2021 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo e alle ore 11 nella chiesa di San Donato
PREGHIERA
Dona al tuo popolo, o Padre, di vivere sempre nella venerazione e nell’amore per il tuo santo nome, poiché tu non privi mai della tua guida coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
PRIMA LETTURA
Questo brano fa parte della risposta che Dio dà a Giobbe. La domanda è tremenda: perché c’è il dolore e soprattutto il dolore innocente?
Dio risponde: Non è un Dio lontano e indifferente, infatti risponde.
Ricorda a Giobbe che è una creatura
ha dei limiti ben precisi: di durata
di sapere.
La conclusione del libro di Giobbe è che il dolore rimane un mistero per l’uomo.
Dal libro di Giobbe
Il Signore prese a dire a Giobbe in mezzo all’uragano:
«Chi ha chiuso tra due porte il mare,
quando usciva impetuoso dal seno materno,
quando io lo vestivo di nubi
e lo fasciavo di una nuvola oscura,
quando gli ho fissato un limite,
gli ho messo chiavistello e due porte
dicendo: “Fin qui giungerai e non oltre
e qui s’infrangerà l’orgoglio delle tue onde”?».
SALMO RESPONSORIALE
Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre.
Coloro che scendevano in mare sulle navi
e commerciavano sulle grandi acque,
videro le opere del Signore
e le sue meraviglie nel mare profondo.
Egli parlò e scatenò un vento burrascoso,
che fece alzare le onde:
salivano fino al cielo, scendevano negli abissi;
si sentivano venir meno nel pericolo.
Nell’angustia gridarono al Signore,
ed egli li fece uscire dalle loro angosce.
La tempesta fu ridotta al silenzio,
tacquero le onde del mare.
Al vedere la bonaccia essi gioirono,
ed egli li condusse al porto sospirato.
Ringrazino il Signore per il suo amore,
per le sue meraviglie a favore degli uomini.
SECONDA LETTURA
San Paolo ci dà la nuova visione che il cristiano deve avere di se stesso, della vita e degli altri:
Il credente sa di essere entrato nell’amore di Cristo.
Questo comporta l’essere morti con Gesù per essere vivi con Lui.
(Gesù è morto per tutti = in Lui tutti siamo morti)
Essere vivi con Gesù vuol dire vedere se stessi e gli altri con gli occhi di Gesù.
Gesù risorto ha inaugurato la nuova creazione, quindi siamo creature nuove.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, l’amore del Cristo ci possiede; e noi sappiamo bene che uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro.
Cosicché non guardiamo più nessuno alla maniera umana; se anche abbiamo conosciuto Cristo alla maniera umana, ora non lo conosciamo più così. Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove.
VANGELO
L’evangelista Marco presenta i miracoli di Gesù per dirci chi è Gesù.
In questo episodio Marco sottolinea che Gesù è il portatore della vita, in opposizione al mare che procura morte.
Due aspetti umani da notare:
– la stanchezza di Gesù
– la paura e la poca fede degli apostoli.
Dal Vangelo secondo Marco
In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».
OMELIA
Domenica scorsa abbiamo riflettuto sulla speranza: riporre la nostra fiducia nelle promesse di Gesù.
Oggi continua la catechesi con questa domanda:” Chi è dunque Costui?”
Chi è Gesù?
L’evangelista Marco in questo racconto prima ci presenta Gesù uomo come noi: affaticato dalla predicazione vuole trovare un po’ di riposo nella solitudine. Si addormenta appoggiandosi ad un cuscino sulla barca che lo porta lontano dalla folla e il suo sonno è tanto profondo che non si accorge che il mare in tempesta sta riempiendo la barca di acqua. In secondo luogo l’evangelista ci presenta Gesù che ha gli stessi poteri di Dio creatore: comanda al vento e al mare e questi gli obbediscono.
Di fronte a Gesù è richiesta la nostra fede: “Non avete ancora fede?”
Gesù ci chiede di fidarci.
La nostra vita è fatta di fede, di fidarci degli altri (esempi…)
Che cosa vuole dire “FIDARCI”?
Vuol dire “ mettere la nostra vita, o parte di essa, nelle mani degli altri” (es: autobus… ristorante..)
Che cosa vuol dire fidarsi di Gesù?
Vuol dire fare delle scelte di vita, di modo di vivere:
andare a Messa tutte le domeniche
pregare
rapportarsi con gli altri in un certo modo
rapportarsi con noi stessi in un certo modo
perché accettiamo la visione della vita che ci propone Gesù: è una visione di “vita eterna”
Lui ci ha dato prova di questa visione di vita con la sua risurrezione
questa prova ci è portata dalla Chiesa
Il rapporto con Gesù è sempre un rapporto mediato o da persone o da segni
perché richiede sempre una decisione libera.
(E’ la testimonianza del rispetto che Dio ha per le sue creature!!!!!)
