Domenica 11 luglio 2021. Domenica XV del Tempo Ordinario.

Santa Messa prefestiva Sabato 10 Luglio  2021 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo
Sante Messe festive Domenica 11 Luglio   2021 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo e alle ore 11 nella chiesa di San Donato

PREGHIERA
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme.

LITURGIA DELLA PAROLA

PRIMA LETTURA

Il profeta Amos si scontra con il potere costituito e gli viene ordinato di non profetizzare.
Amos dichiara che ciò che sta facendo è un ordine di Dio e perciò non sta facendo altro che la volontà del Signore.

Dal libro del profeta Amos
In quei giorni, Amasìa, [sacerdote di Betel,] disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritìrati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno».
Amos rispose ad Amasìa e disse:
«Non ero profeta né figlio di profeta;
ero un mandriano e coltivavo piante di sicomòro.
Il Signore mi prese,
mi chiamò mentre seguivo il gregge.
Il Signore mi disse:
Va’, profetizza al mio popolo Israele».


SALMO RESPONSORIALE
Mostraci, Signore, la tua misericordia.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.


Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.


Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino. 

SECONDA LETTURA

San Paolo mette questo inno all’inizio della lettera agli Efesini, che riassume tutto il contenuto della lettera stessa.
C’è un’introduzione e  tre strofe:
Introduzione: riassume ciò che Dio ha fatto per l’umanità per opera di Gesù
I strofa: descrive la nostra situazione di figli
II strofa: ci dice che il nostro essere figli sgorga dalla redenzione di Gesù, che ci toglie i peccati, ci dà la saggezza di vivere e ci fa eredi.
III strofa: dichiara che questi doni sono per tutti, perché provengono dallo Spirito.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
[Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui, mediante il suo sangue,
abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
secondo la ricchezza della sua grazia.
Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi
con ogni sapienza e intelligenza,
facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
secondo la benevolenza che in lui si era proposto
per il governo della pienezza dei tempi:
ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra.]
In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
In lui anche voi,
dopo avere ascoltato la parola della verità,
il Vangelo della vostra salvezza,
e avere in esso creduto,
avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,
il quale è caparra della nostra eredità,
in attesa della completa redenzione
di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.  

VANGELO

Gesù vuole che anche i suoi discepoli annuncino il Vangelo, e da loro queste raccomandazioni: la sobrietà e la libertà. Questo fa sì che ognuno si trovi davanti alla propria responsabilità.

Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano. 

OMELIA

L’evangelista Marco conclude questa parte del suo vangelo con la missione degli apostoli. Gesù invia a predicare, due a due, gli apostoli quasi a dire:”avete visto da me come si fa e che cosa si deve dire, andare e fate altrettanto”.
E’ interessante come l’evangelista riassume ciò che facevano gli apostoli: la predicazione del vangelo con l’invito alla conversione serviva per scacciare i demoni e guarire i malati.
Perché l’evangelista sottolinea questo?
Vuole affermare il primato della persona che, anche se ammalata,  deve essere curata, cioè va rispettata e amata.
Ciò che va eliminato è il demonio cioè l’egoismo con i suoi frutti cattivi: orgoglio, malvagità, violenze, odio, sete di potere…
Il male si vince con la cura dell’amore non con l’eliminazione delle persone!
Si elimina il peccato amando i peccatori perché l’amore è l’unica cura veramente efficace!
Gesù ci insegna il valore primario e fondamentale della persona: è il messaggio centrale del Vangelo.

Dobbiamo convertirci ad amare sempre di più. Questa è la vita cristiana secondo l’insegnamento di Gesù e la predicazione degli apostoli.

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