PREGHIERA
O Dio, nostro Padre, unica fonte di ogni dono perfetto, suscita in noi l’amore per te e ravviva la nostra fede, perché si sviluppi in noi il germe del bene e con il tuo aiuto maturi fino alla sua pienezza.
LITURGIA DELLA PAROLA
PRIMA LETTURA
Per il popolo di Israele la legge di Dio, la “Torà”, è ciò che lo distingue da tutti gli altri popoli perché porta la vera saggezza. Osservarla è per il pio israelita l’impegno fondamentale per vivere la vicinanza di Dio alla sua vita.
Dal libro del Deuteronòmio
Mose parlò al popolo dicendo: «Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi. Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore, vostro Dio, che io vi prescrivo. Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: “Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”. Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?».
SALMO RESPONSORIALE
Chi teme il Signore abiterà nella sua tenda.
Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua.
Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.
SECONDA LETTURA
San Giacomo ci invita ad accogliere la parola di Dio come uno dei doni più grandi ricevuti. Accogliere la Parola vuol dire metterla in pratica nella carità quotidiana.
Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Fratelli miei carissimi, ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento. Per sua volontà egli ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature.
Accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza. Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi.
Religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: visitare gli orfani e le vedove nelle sofferenze e non lasciarsi contaminare da questo mondo.
VANGELO
Nella controversia con gli scribi e i farisei Gesù ci vuole insegnare che dobbiamo agire facendo sgorgare il nostro comportamento dal cuore, cioè facendo le cose con convinzione e ricercando il vero bene.
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti -, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, in-ganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
OMELIA
Dopo il mese di catechesi sull’Eucarestia seguendo il capitolo sesto di San Giovanni, la Liturgia ritorna a proporci l’evangelista Marco.
Oggi ci fa fare una riflessione sulla legge.
Tutto il nostro essere e l’esistenza dell’universo sono regolati da leggi. E’ possibile l’esistenza della scienza perché essa sa scoprire le leggi della natura e in base ad esse interviene per il progresso dell’umanità.
La vita sociale dell’uomo, che si svolge nella libertà, è possibile solo se ci sono leggi che regolano i comportamenti. Questi ci permettono di raggiungere il bene dei singoli e della società. Siccome siamo nell’ambito della libertà, queste leggi sono perfezionabili e si fondano sui valori che costituiscono la persona umana.
Gesù ci insegna come dobbiamo osservare la legge. Con il cuore:
non per paura del castigo e della punizione
non solo quando è inevitabile se no si incorre nella sanzione
non per essere visti e apparire agli occhi degli altri
Ma perché sappiamo che la legge è una indicazione fondamentale per realizzare il bene della nostra vita.
Dobbiamo conoscere la legge
dobbiamo lasciarci educare da essa
dobbiamo interiorizzarla
dobbiamo praticarla perché siamo convinti della sua verità.
In poche parole: la fede ci aiuta a fare le cose perché sono giuste e così facendo realizziamo il nostro bene e il bene comune.
Dobbiamo stare attenti ad alcune gravi tentazioni che minacciano sempre le nostre scelte:
le “furberie”, la disonestà e la violenza.
Assecondando queste tentazioni i problemi sembrano risolversi più velocemente ma in realtà secondo la legge di Dio facciamo il nostro male e secondo la legge civile carichiamo sugli altri il peso e le conseguenze delle nostre azioni.
