Domenica 5 settembre 2021. Domenica XXXIII del Tempo Ordinario.

Santa Messa prefestiva Sabato 4 Settembre 2021 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo
Santa Messa festiva Domenica 5 Settembre 2021 alle ore 11 nella chiesa di San Donato

PREGHIERA
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l’eredità eterna.

LITURGIA DELLA PAROLA

PRIMA LETTURA
Il profeta promette la presenza di Dio in mezzo al suo popolo che ha il cuore smarrito.
Questa presenza produce benessere per il popolo (espresso in guarigione da malattie e abbondanza di acqua).
Questa presenza si manifesta anche in vendetta,cioè in punizione verso il popolo di Israele.

Dal libro del profeta Isaia
Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta, la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto,
perché scaturiranno acque nel deserto,
scorreranno torrenti nella steppa.
La terra bruciata diventerà una palude,
il suolo riarso sorgenti d’acqua.

Salmo Responsoriale
Loda il Signore, anima mia.

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

SECONDA LETTURA
S. Giacomo ci ricorda che il cristiano è tale perché nel suo comportamento cerca sempre di seguire l’esempio di Gesù e di Dio. Uno dei comportamenti fondamentali di Dio e di Gesù è che ama tutti allo stesso modo. Questo amore si manifesta in modo più evidente nei confronti dei poveri e dei bisognosi, perché sono le persone scartate dalla società umana.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Fratelli miei, la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria, sia immune da favoritismi personali.
Supponiamo che, in una delle vostre riunioni, entri qualcuno con un anello d’oro al dito, vestito lussuosamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Se guardate colui che è vestito lussuosamente e gli dite: «Tu siediti qui, comodamente», e al povero dite: «Tu mettiti là, in piedi», oppure: «Siediti qui ai piedi del mio sgabello», non fate forse discriminazioni e non siete giudici dai giudizi perversi?
Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano?

VANGELO
L’evangelista Marco vuole dirci che l’azione e la predicazione di Gesù sono vicine ad ogni persona. Gesù predica nella regione “pagana” della Galilea e compie miracoli. La guarigione di una persona sordo-muta indica che dobbiamo aprire i nostri orecchi e il nostro cuore per accogliere Gesù come nostro Salvatore e guida di comportamento.

Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

OMELIA
I Vangeli sono stati scritti dalle comunità cristiane usando la terminologia della propria cultura (ebraica, greca). In pochissimi casi sono state riportate le parole originali che Gesù ha pronunciato.
Nel brano evangelico di oggi abbiamo una di queste parole: “Effata’” che vuol dire “Apriti”.
Se è rimasta nella tradizione orale ed è stata riportata nei vangeli vuol dire che ha procurato negli ascoltatori un effetto profondissimo.
Effata’-apriti nel sordomuto procura la guarigione e la conseguente capacità di ascoltare e di parlare, cioè di comunicare.
Ma doveva essere stato molto forte anche il significato simbolico e l’annuncio che Gesù faceva attraverso questa parola.
Effata’-apriti ! In noi questa parola che cosa deve produrre?
Prima di tutto “apriti” ad ascoltare.
Ascoltare il Signore che ci parla: nella sua Parola, nella Liturgia che è la preghiera della sua Chiesa, nella Chiesa che è la sua Parola resa viva e attuale per noi oggi dal Magistero.
Ascoltare il prossimo che ci parla: bisogna considerarlo importante, fermarsi e dedicare tempo, non giudicarlo ma fidarsi e lasciarsi modificare.
In secondo luogo “apriti” a parlare.
A parlare con il Signore: confidare in Lui, nella sua vicinanza e presenza nel nostro cuore, nel suo camminare con noi nella nostra vita. Offrirgli la vita attraverso il sacrificio dell’Eucarestia, ringraziarlo continuamente per il suo amore infinito e misericordioso.
A parlare con il prossimo: aprire il cuore che vuol dire condividere un po’ della nostra vita, collaborare nella costruzione della nostra storia, aiutare chi è in difficoltà.
Queste riflessioni ci fanno capire quanto sia importante per l’annuncio del Vangelo la parola “Effata’”- apriti, e perché i discepoli hanno voluto mantenerla nella stessa forma usata da Gesù.

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