Santa Messa prefestiva Sabato 6 Novembre 2021 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messa festive Domenica 7 Novembre 2021 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo, alle ore 11 nella chiesa di San Donato.
PREGHIERA
Dio grande e misericordioso, allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te, perché, nella serenità del corpo e dello spirito, possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio.
LITURGIA DELLA PAROLA
PRIMA LETTURA
L’episodio presentato vuole invitarci ad aver fede nel Signore. La vedova si fida della parola del Profeta. Noi siamo invitati a fidarci della parola di Gesù che ci viene presentata dalla sua Chiesa.
Dal primo libro dei Re
In quei giorni, il profeta Elia si alzò e andò a Sarèpta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po’ d’acqua in un vaso, perché io possa bere».
Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Per favore, prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo».
Elia le disse: «Non temere; va’ a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d’Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra”».
Quella andò e fece come aveva detto Elia; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elia.
Salmo Responsoriale
Loda il Signore, anima mia.
Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.
Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.
SECONDA LETTURA
Gesù, come il sommo sacerdote nel tempio il giorno dell’espiazione, offre, non il sangue di animali, ma il proprio sangue in espiazione dei peccati dell’umanità. Quest’offerta è unica perché infinita e raggiunge tutti gli uomini.
Dalla lettera agli Ebrei
Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte.
Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.
VANGELO
Il brano è diviso in due parti.
Nella prima Gesù condanna l’esteriorità vuota e scroccona.
Nella seconda loda il dono fatto con il cuore generoso.
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
[Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».]
OMELIA
Prima riflessione:
Gesù ci dice di stare attenti alla sete di potere che è la tentazione più forte che subiamo.
Che cosa si intende per “sete di potere”?
- comandare per voler primeggiare
- ricercare posizioni di rilievo per ricevere gli ossequi degli altri
- sentirsi depositari della verità per imporla agli altri
- credere di avere sempre ragione e non accettare rimproveri e osservazioni
- non accettare che gli altri siano diversi da noi
- non accettare di rimettersi in discussione per cambiamenti di situazioni, di età, di condizioni economiche e sociali.
Contro la sete di potere ci sono due medicine:
- l’umiltà che è la ricerca della verità che si traduce in spirito di servizio
- l’obbedienza che è il rispetto dell’autorità naturale o costituita (autorità come servizio e non come potere).
Seconda riflessione:
Gesù ci addita ad esempio la vedova che dà in elemosina al tempio tutto ciò che ha
- Prima di tutto Gesù fa di questa persona un simbolo di se stesso che offre a Dio suo Padre tutto quello che è, tutta la sua vita, cioè fare la volontà del Padre.
- Secondo: è un insegnamento per noi molto importante: il vero culto a Dio non è dare qualcosa, ma offrire la nostra persona, la nostra vita così come è. Il valore alla nostra vita è dato da Gesù che la valorizza con la sua.
E’ ciò che noi facciamo nella Messa.
