Domenica 14 novembre 2021. Domenica XXXIII del tempo ordinario.

Santa Messa prefestiva Sabato 13 Novembre 2021 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messa festive Domenica 14 Novembre 2021 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo, alle ore 11 nella chiesa di San Donato.

PREGHIERA

Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura.

LITURGIA DELLA PAROLA

PRIMA LETTURA
Questo brano del Profeta Daniele annuncia la risurrezione dei morti.
La vita è più forte di tutte le prove e le difficoltà che i singoli e la storia devono affrontare.

Dal libro del profeta Danièle
In quel tempo, sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo.
Sarà un tempo di angoscia, come non c’era stata mai dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro.
Molti di quelli che dormono nella regione della polvere si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l’infamia eterna.
I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre.

Salmo Responsoriale
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

SECONDA LETTURA
Continua la lettera agli Ebrei. Oggi ci viene ricordato che il sacrificio di Gesù è eterno e per questo il perdono dei peccati di tutta l’umanità e di tutta la storia è realizzato: si chiama “Salvezza”.

Dalla lettera agli Ebrei
Ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e a offrire molte volte gli stessi sacrifici, che non possono mai eliminare i peccati.
Cristo, invece, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati, si è assiso per sempre alla destra di Dio, aspettando ormai che i suoi nemici vengano posti a sgabello dei suoi piedi. Infatti, con un’unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.
Ora, dove c’è il perdono di queste cose, non c’è più offerta per il peccato.

VANGELO
Questo brano difficile vuole essere un invito ad aspettare con gioia l’incontro con Gesù. Questa attesa motiva la nostra vita e ci fa affrontare le sue difficoltà.

Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo. Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».

OMELIA

La parola di Dio di questa domenica, penultima dell’anno liturgico, ci propone la prima lettura e il Vangelo che hanno un linguaggio strano per noi (genere letterario apocalittico).
La prima lettura è importante perché per la prima volta nell’Antico Testamento (anni 170 circa a.C.) si parla di “vita eterna” per i saggi i quali risplenderanno come le stelle per sempre. Gli ebrei, come gli altri popoli, pensavano l’oltre morte come un luogo triste di ombre grigie.
Inoltre in questo brano, ancora per la prima volta, si parla di risvegliarsi dalla morte. E’ la risurrezione dei morti.
Nel Vangelo l’evangelista presenta la fine del mondo e l’apparizione del figlio dell’uomo sulla terra.
Poi espone alcuni esempi ed esortazioni di Gesù ad essere vigilanti nell’attesa della sua venuta.
Questa parola di Dio ci aiuta a riflettere sulla transitorietà delle realtà terrene. Solo l’incontro con Gesù ci aiuta a dare il giusto valore alle cose e a utilizzarle per realizzare i valori che rimangono per sempre. Questi valori sono tutti compresi in una parola: Carità.
Inoltre Gesù ci invita ad essere vigilanti, cioè attenti ad incontrarlo.
I segni della sua presenza sono tanti, a noi è richiesta l’attenzione per accorgerci che sono suoi segni.
Per fare attento il nostro cuore Gesù ci ha lasciato la Chiesa che ci insegna, ci testimonia, che ci fa scoprire nella fraternità il segno più vicino a noi nel quale possiamo vedere la presenza di Gesù.

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