Santa Messa prefestiva Sabato 4 Dicembre 2021 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messa festive Domenica 5 Dicembre 2021 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo, alle ore 11 nella chiesa di San Donato.
PREGHIERA
Dio grande e misericordioso, fa’ che il nostro impegno nel mondo non ci ostacoli nel cammino verso il tuo Figlio, ma la sapienza che viene dal cielo ci guidi alla comunione con Cristo, nostro Salvatore.
LITURGIA DELLA PAROLA
PRIMA LETTURA.
(Il libro del profeta Baruc è stato scritto alla metà del primo secolo avanti Cristo ed è attribuito a Baruc, discepolo del profeta Geremia e ambientato durante la deportazione in Babilonia. Lo scopo di questo libro è quello di collegare le varie comunità ebree disperse con Gerusalemme attraverso il culto, la legge e l’attesa del Messia. Questo libro non è riconosciuto dagli ebrei come appartenente alla Bibbia).
Questo brano vuole aprire gli animi alla speranza che viene da Dio e che è portatrice di pace.
Dal libro del profeta Baruc
Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell’afflizione,
rivestiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul tuo capo il diadema di gloria dell’Eterno,
perché Dio mostrerà il tuo splendore a ogni creatura sotto il cielo.
Sarai chiamata da Dio per sempre:
«Pace di giustizia» e «Gloria di pietà».
Sorgi, o Gerusalemme, sta’ in piedi sull’altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti,
dal tramonto del sole fino al suo sorgere,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
Si sono allontanati da te a piedi, incalzati dai nemici;
ora Dio te li riconduce in trionfo come sopra un trono regale.
Poiché Dio ha deciso di spianare
ogni alta montagna e le rupi perenni,
di colmare le valli livellando il terreno,
perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
Anche le selve e ogni albero odoroso
hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
Perché Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria,
con la misericordia e la giustizia che vengono da lui.
Salmo Responsoriale
Grandi cose ha fatto il Signore per noi.
Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.
Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.
Ristabilisci, Signore, la nostra sorte.
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.
Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.
SECONDA LETTURA
San Paolo si rivolge alla comunità di Filippi e manifesta la sua riconoscenza a Dio per la collaborazione che i cristiani hanno dato alla diffusione del Vangelo. San Paolo conclude pregando perché i filippesi abbiano un progresso nella carità attraverso la conoscenza di Gesù.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.
VANGELO
San Luca inquadra il ministero di Giovanni nell’ambientazione storica del tempo per indicarci che la missione che svolge è universale e riguarda tutta la storia dell’umanità
Dal vangelo secondo Luca
Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesa¬re, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea. Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:
«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».
OMELIA
L’anno liturgico inizia con il tempo di Avvento. E’ il tempo dell’attesa di Gesù.
Per comprendere meglio questa attesa è opportuno approfondire come la fede ( per fede si intende la Parola di Dio e la tradizione del magistero della Chiesa) intende la storia e ogni individuo inserito nella storia dell’umanità.
La storia è raffigurata coma una linea retta che si sviluppa nel tempo.
Questa linea non è qualcosa di vago che si sviluppa a caso ma
ha un preciso inizio
avrà un preciso termine
ma soprattutto ha un preciso centro.
Questo centro dà luce all’inizio, al termine e al cammino del tempo.
Questo centro è Gesù Cristo con il suo mistero di morte e risurrezione.
Il tempo prima di Cristo è orientato all’incarnazione, quello dopo è lo Spirito che conduce alla piena realizzazione di Cristo.
Noi ci troviamo nel tempo dello Spirito, nel tempo della Chiesa.
Nella Chiesa la fede fa in modo che possiamo partecipare al passato. In questo modo attraverso i sacramenti e soprattutto attraverso il Battesimo noi attingiamo alla salvezza perché entriamo in comunione con Gesù morto e risorto e questo ci dona la vita di Dio, il suo amore infinito.
Ogni individuo è chiamato personalmente a partecipare a questa storia.
Inserito in Cristo con il Battesimo ognuno partecipa attivamente oggi alla storia dell’umanità anche con la sua più piccola azione compiuta con amore.
L’attesa di Gesù, il tempo di Avvento, è il modo con il quale ognuno di noi costruisce nel tempo la storia e si avvicina al pieno compimento di essa quando Gesù avrà portato a compimento il suo regno che è il regno di amore del Padre.
