Domenica 16 gennaio 2022. Domenica II del Tempo Ordinario. Festa di San Salvatore e Sant’Antonio Abate.

Santa Messa prefestiva SABATO 15 GENNAIO 2022 alle ore 18 nella Chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive DOMENICA 16 GENNAIO 2022 alle ore 10,30 nella Chiesa di San Matteo e alle ore 11 nella Chiesa di San Donato.

PREGHIERA
Dio onnipotente ed eterno, che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace.

LITURGIA DELLA PAROLA

PRIMA LETTURA
Questa profezia proclama l’amore di Dio per il suo popolo Israele.
In Gerusalemme è proclamata la presenza di Dio che è giustizia, gloria e salvezza. La profezia esprime questo con termini che si usano nelle feste nuziali per indicare che l’amore di Dio è come l’amore tra due sposi.

Dal libro del profeta Isaìa
Per amore di Sion non tacerò,
per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo,
finché non sorga come aurora la sua giustizia
e la sua salvezza non risplenda come lampada.
Allora le genti vedranno la tua giustizia,
tutti i re la tua gloria;
sarai chiamata con un nome nuovo,
che la bocca del Signore indicherà.
Sarai una magnifica corona nella mano del Signore,
un diadema regale nella palma del tuo Dio.
Nessuno ti chiamerà più Abbandonata,
né la tua terra sarà più detta Devastata,
ma sarai chiamata Mia Gioia
e la tua terra Sposata,
perché il Signore troverà in te la sua delizia
e la tua terra avrà uno sposo.
Sì, come un giovane sposa una vergine,
così ti sposeranno i tuoi figli;
come gioisce lo sposo per la sposa,
così il tuo Dio gioirà per te.

Salmo Responsoriale
Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine.

SECONDA LETTURA
San Paolo ci dice che la comunità cristiana non è una massa anonima di persone ma mette il fondamento dell’essere comunità cristiana in Dio che elargisce ad ognuno i suoi doni che devono essere realizzati (e realizzare quindi ogni singolo) per il bene comune.
Ognuno realizza se stesso tanto quanto realizza la comunità.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.
A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell’unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue.
Ma tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.

VANGELO
Il miracolo di Cana è il primo “segno” che Gesù compie e con il quale inizia, secondo l’evangelista Giovanni, la sua missione pubblica.
L’attività di Gesù si inserisce nella vita quotidiana della gente e partecipa attivamente.

Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».

Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

OMELIA
La liturgia antica celebrava il giorno dell’Epifania tre avvenimenti della vita di Gesù: i Magi, il Battesimo, le nozze di Cana.
Magi: Gesù è manifestato al mondo
Battesimo: Gesù proclamato dal Padre Figlio diletto
Cana: Gesù inizia a manifestare la sua Gloria che si compirà nella “sua ora” cioè nella sua morte e risurrezione.

Il segno che Gesù compie a Cana ha due significati:

Il vino nella Bibbia simboleggia la gioia di vivere e il sangue dell’alleanza. Gesù è la nuova alleanza con Dio che porta la gioia di vivere perché la vera gioia si ha solo quando si ama.

Gesù compie il suo primo “segno” nell’ambito della vita di una famiglia. E’ un segno nella vita normale per portare gioia ed evitare una “brutta figura”.
Gesù è la gioia nella nostra vita quotidiana fatta di cose semplici, ripetute e anche, a volte, “banali” ma, se vissute nello spirito di Gesù, diventano importanti e portatrici della vera gioia.

Ultima riflessione: Il segno di Cana ci riporta le ultime parole di Maria scritte nei vangeli: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”.
Anche questo è un buon programma di vita.

La vocazione di sant’Antonio
Dalla «Vita di sant’Antonio» scritta da sant’Atanasio, vescovo.
Dopo la morte dei genitori, lasciato solo con la sorella ancora molto piccola, Antonio, all’età di diciotto o vent’anni, si prese cura della casa e della sorella. Non erano ancora trascorsi sei mesi dalla morte dei genitori, quando un giorno, mentre si recava, come era sua abitudine, alla celebrazione eucaristica, andava riflettendo sulla ragione che aveva indotto gli apostoli a seguire il Salvatore, dopo aver abbandonato, ogni cosa. Richiamava alla mente quegli uomini di cui si parla negli Atti degli Apostoli, che, venduti i loro beni, ne portarono il ricavato ai piedi degli apostoli, perché venissero distribuiti ai poveri. Pensava inoltre quali e quanti erano i beni che essi speravano di conseguire in cielo. Meditando su queste cose entrò in chiesa, proprio mentre si leggeva il vangelo, e sentì che il Signore aveva detto a quel ricco: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi» (Mt 19, 21).
Allora Antonio, come se il racconto della vita dei santi gli fosse stato presentato dalla Provvidenza e quelle parole fossero state lette proprio per lui, uscì subito dalla chiesa, diede in dono agli abitanti del paese le proprietà che aveva ereditato dalla sua famiglia — possedeva infatti trecento campi molto fertili e ameni — perché non fossero motivo di affanno per sé e per la sorella. Vendette anche tutti i beni mobili e distribuì ai poveri la forte somma di denaro ricavata, riservandone solo una piccola parte per la sorella.
Partecipando un’altra volta all’assemblea liturgica, sentì le parole che il Signore dice nel vangelo: «Non affannatevi per il domani» (Mt 6,34). Non potendo resistere più a lungo, uscì di nuovo e donò anche ciò che gli era ancora rimasto.
Affidò la sorella alle vergini consacrate a Dio e poi egli stesso si dedicò nei pressi della sua casa alla vita ascetica, e cominciò a condurre con fortezza una vita aspra, senza nulla concedere a se stesso.
Egli lavorava con le proprie mani: infatti aveva sentito proclamare: «Chi non vuol lavorare, neppure mangi» (2 Ts 3, 10). Con una parte del denaro guadagnato comperava il pane per sé, mentre il resto lo donava ai poveri.
Trascorreva molto tempo in preghiera, poiché aveva imparato che bisognava ritirarsi e pregare continuamente (cfr. 1 Ts 5, 17). Era così attento alla lettura, che non gli sfuggiva nulla di quanto era scritto, ma conservava nell’animo ogni cosa al punto che la memoria finì per sostituire i libri. Tutti gli abitanti del paese e gli uomini giusti, della cui bontà si valeva, scorgendo un tale uomo lo chiamavano amico di Dio e alcuni lo amavano come un figlio, altri come un fratello.
«Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi e dona ai poveri,… poi vieni e seguimi!»(Mt 19,21). Questo invito di Gesù, ascoltato a poco più di vent’anni, fu per Antonio il segno della vocazione alla vita religiosa. Si ritirò come eremita nell’Alto Egitto. Presto, pero sentì i pericoli che in tale solitudine incombono su chi non vi è preparato; per questo si fece iniziatore di una forma monastica nella quale la vita comune, la preghiera, la guida di un superiore e la carità fraterna sono mezzi di santificazione più sicuri che non certe pratiche austere della vita eremitica. Collaborò con sant’Atanasio contro l’arianesimo. Il suo influsso religioso perdura ancora nel monachesimo orientale.

Oggi, prima di magiare, un membro della famiglia recita a nome di tutti queste due benedizioni:

BENEDIZIONE DEL PANE
Sii benedetto, Dio nostro Padre,
creatore del cielo e della terra:
nel pane quotidiano
tu ci doni un segno della tua bontà
e l’alimento essenziale della tavola di famiglia.
Stendi la tua mano su di noi e su questi pani
che ti presentiamo nel ricordo di S. Antonio Abate
e concedi a tutti i tuoi figli
che abitano in ogni parte della terra
il cibo necessario per il nutrimento del corpo
e la tua parola di vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.

BENEDIZIONE DEL SALE
Sii benedetto, Dio nostro Padre,
creatore del cielo e della terra:
nel sale, che preserva dalla corruzione,
ci hai dato un segno della tua sapienza
e della vita incorruttibile;
stendi la tua mano su questo dono della tua provvidenza
che ti presentiamo nel ricordo di S. Antonio Abate;
fa’ che alla scuola del Vangelo

diventiamo anche noi sale della terra,
per rendere ragione della speranza
infusa in noi dal tuo Spirito.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.

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