Domenica 6 febbraio 2022. Domenica V del tempo Ordinario.


Santa Messa prefestiva SABATO 5 FEBBRAIO 2022 alle ore 18 nella Chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive DOMENICA 6 FEBBRAIO 2022 alle ore 10,30 nella Chiesa di San Matteo e alle ore 11 nella Chiesa di San Donato.

OGGI SI CELEBRA LA GIORNATA PER LA VITA

PREGHIERA
Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Signore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezione.

LITURGIA DELLA PAROLA

PRIMA LETTURA
Il brano della vocazione del profeta Isaia si divide in due parti:
Nella prima viene presentata la trascendenza di Dio, anche se questa trascendenza è descritta sul tempio, quindi qualcosa che non allontana Dio dagli uomini.
Nella seconda parte viene presentata l’umanità di fronte a Dio. Gli atteggiamenti sono il senso della piccolezza e il riconoscersi peccatore.
Ma Dio nella sua misericordia perdona il peccato e richiede all’uomo di collaborare con lui.

Dal libro del profeta Isaia
Nell’anno in cui morì il re Ozìa, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali. Proclamavano l’uno all’altro, dicendo:
«Santo, santo, santo il Signore degli eserciti!
Tutta la terra è piena della sua gloria».
Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi:
«Ohimè! Io sono perduto,
perché un uomo dalle labbra impure io sono
e in mezzo a un popolo
dalle labbra impure io abito;
eppure i miei occhi hanno visto
il re, il Signore degli eserciti».
Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e disse:
«Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
perciò è scomparsa la tua colpa
e il tuo peccato è espiato».
Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!».

SALMO RESPONSORIALE
Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore!

La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

SECONDA LETTURA
San Paolo ricorda ai suoi cristiani il Vangelo che ha loro annunciato, dopo averlo lui stesso ricevuto: Gesù morto, risorto e apparso ai discepoli.
Questo annuncio è salvezza perché è la vittoria sulla morte che è il contenitore di tutti i mali.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano!
A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè
che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti appar-ve anche a me come a un aborto.
Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.
Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

VANGELO
San Luca, alla fine del capitolo quarto, presenta Gesù che predica a Cafarnao e guarisce la suocera di Pietro.
All’inizio del capitolo quinto Gesù chiede a Pietro di predicare dalla sua barca e compie la pesca miracolosa.
La conclusione è la chiamata di Pietro ad essere discepolo insieme con i suoi soci.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due bar-che accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Sa-lì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e getta-te le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo fati-cato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola get-terò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le lo-ro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore in-fatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

OMELIA
Domenica scorsa abbiamo detto che tutti siamo PROFETI.
Nel Battesimo siamo stati consacrati sacerdoti, re e profeti.
Oggi riflettiamo sul nostro essere sacerdoti.
Tutti i battezzati sono sacerdoti, ma vediamo che nelle nostre chiese, nelle nostre Messe c’è il sacerdote che ha ricevuto oltre il sacramento del Battesimo anche il sacramento dell’Ordine sacro.
Perché questi due “sacerdozi”?
Il sacerdozio battesimale o sacerdozio comune dei fedeli è far parte del “corpo di Gesù” è essere discepoli di Gesù, formare la Chiesa di Gesù.
Questo sacerdozio battesimale ci dà la possibilità di partecipare alla vita della Chiesa e in particolare alla sua preghiera, alla Liturgia: insieme con Gesù rivolgiamo al Padre le nostre preghiere certi di essere ascoltati ed esauditi perché è Gesù stesso che le presenta al Padre.
Il “sacerdozio” dei sacerdoti è detto “ministeriale” perché è dei ministri che ricevono il sacramento dell’Ordine.
I cristiani quando si riuniscono in assemblea rispondono alla chiamata che ricevono da Dio Padre per mezzo di Gesù suo Figlio che è il mediatore.
Gesù è presente in mezzo all’assemblea attraverso una persona designata da Lui. Questo avviene attraverso la successione episcopale risalente agli apostoli.
E’ il Vescovo che, mediante il sacramento dell’Ordine, costituisce un sacerdote che guida l’assemblea e ha il potere di consacrare l’Eucarestia.
Infatti Gesù nell’ultima cena quando ha istituito l’Eucarestia nello stesso tempo ha fondato il sacramento dell’Ordine.
Gesù è il sommo sacerdote, mediatore tra Dio e l’umanità. Nessuno può dire:” questo è il mio corpo, questo è il mio sangue” se non nel nome e nella persona di Gesù.
Gesù ha lasciato questo compito ai suoi apostoli e ai loro successori, i Vescovi.
Questo compito è uno dei doni che ci ha lasciato Gesù.
Non c’è Eucarestia senza sacerdoti, per questo è importante pregare per le vocazioni sacerdotali.
Purtroppo la situazione di oggi e soprattutto del futuro è molto difficoltosa per il numero esiguo dei sacerdoti.
Ne facciamo l’esperienza noi che siamo cinque parrocchie riunite in una sola comunità.

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