Santa Messa prefestiva SABATO 5 MARZO 2022 alle ore 18 nella Chiesa di San Matteo con la liturgia penitenziale.
Sante Messe festive DOMENICA 6 MARZO 2022 alle ore 10,30 nella Chiesa di San Matteo e alle ore 11 nella Chiesa di San Donato con liturgia penitenziale.
PREGHIERA
O Dio, nostro Padre, con la celebrazione di questa Quaresima, segno sacramentale della nostra conversione, concedi a noi tuoi fedeli di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita.
LITURGIA DELLA PAROLA
PRIMA LETTURA:
Ci presenta la preghiera di offerta che ogni israelita doveva recitare quando offriva le primizie del raccolto al Signore.
Rilievi: Israele ha la coscienza che tutto ciò che è lo ha ricevuto da Dio
la sua storia è di emigrazione, sofferenze e umiliazioni subite
la sua fede si fonda su un fatto storico: la liberazione dalla schiavitù
l’offerta delle primizie è la restituzione del dono ricevuto da Dio:
è il segno della coscienza che deve avere ogni israelita che la sua vita è dono, non sua proprietà.
Dal libro del Deuteronòmio
Mosè parlò al popolo e disse:
«Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani e la deporrà davanti all’altare del Signore, tuo Dio, e tu pronuncerai queste parole davanti al Signore, tuo Dio: “Mio padre era un Aramèo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi. Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele. Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato”. Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio, e ti prostrerai davanti al Signore, tuo Dio».
SALMO RESPONSORIALE
Resta con noi, Signore, nell’ora della prova.
Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido».
Non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
Egli per te darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutte le tue vie.
Sulle mani essi ti porteranno,
perché il tuo piede non inciampi nella pietra.
Calpesterai leoni e vipere,
schiaccerai leoncelli e draghi.
«Lo libererò, perché a me si è legato,
lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia io sarò con lui,
lo libererò e lo renderò glorioso».
SECONDA LETTURA
San Paolo ci ricorda che per il cristiano la fede si fonda su un fatto storico: la morte e la risurrezione di Gesù.
Credere vuol dire accogliere la salvezza che ha operato Gesù, è accogliere il dono della giustizia. (Giustizia= giusto rapporto con Dio,con se stessi, con gli altri, con il creato)
Accogliere questo dono ci fa essere tutti uguali, perché la salvezza non deriva da opere da noi compiute (quindi ci può essere chi ha fatto di più e chi ha fatto di meno),ma dalla fede (cioè l’accogliere un dono mette tutti sullo stesso piano).
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, che cosa dice [Mosè]? «Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore», cioè la parola della fede che noi predichiamo. Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.
Dice infatti la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso». Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato».
VANGELO
Le tentazioni di Gesù secondo l’evangelista Luca:
Gesù è tentato per tutti i 40 giorni
mette come ultima tentazione quella a Gerusalemme
le tentazioni sono il primo momento di prova, ne seguirà un altro con la passione
Mette le tentazioni subito dopo la genealogia che fa arrivare fino ad Adamo:
Gesù è il nuovo Adamo che è tentato come tutti ma che vince.
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
OMELIA
LITURGIA PENITENZIALE
ESAME DI COSCIENZA
Esame di coscienza
1) Con quali azioni manifesto il mio amore verso Dio?
- Ho coscienza che lo Spirito di Gesù risorto è nel mio cuore e mi accompagna in ogni momento e situazione della vita.
- Ringrazio Dio nella preghiera di ogni giorno
- soprattutto nella partecipazione all’Eucarestia tutte le domeniche e se posso anche nei giorni feriali.
- Offro a Dio la mia vita partecipando all’offerta di Gesù sull’altare della croce.
- Vivo il mio tempo nell’impegno di famiglia, di lavoro, di svago, di servizio, vivo anche i “tempi morti” (le varie attese…) nella preghiera.
2) Quali sono le azioni che manifestano il mio amore verso il prossimo?
Sono tante che non posso elencarle tutte. Le riassumo con una parola:rispetto!
Metto in evidenza:
- Quando incontro una persona per la prima volta il mio giudizio è positivo, anche se va verificato.
- Ascolto con pazienza, con gentilezza e con il sorriso.
- Sono disponibile a modificare i miei programmi.
Sono generoso nell’aiutare anche economicamente il prossimo (non sono una pigna secca…) - Cerco di collaborare con tutti. Discuto ma non impongo il mio punto di vista anche se lo ritengo giusto.
3) Quali sono le azioni che manifestano l’amore verso me stesso?
- sono onesto,sincero, come cittadino e come cristiano.
- Faccio il mio dovere con dedizione e competenza.
- Nel parlare sono educato e corretto.
- Amo la Chiesa. Credo che in essa incontro Gesù e chiedo spesso perdono per i miei peccati e per quelli della Chiesa terrena.
Concludo o rinnovando il mio impegno quaresimale o formulando un nuovo impegno per vivere meglio la Quaresima.
