Domenica 3 aprile 2022. Quinta Domenica di Quaresima. Domenica di Passione. Celebriamo la festa della Santa croce e la festa di Gesù Nazareno.

Santa Messa prefestiva SABATO 2 APRILE 2022 alle ore 18 nella Chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive DOMENICA 3 APRILE 2022 alle ore 10,30 nella Chiesa di San Matteo e alle ore 11 nella Chiesa di San Donato.

PREGHIERA
Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso, perché possiamo vivere e agire sempre in quella carità, che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi.

LITURGIA DELLA PAROLA

PRIMA LETTURA
Nelle domeniche precedenti abbiamo visto il cammino di Israele dalle promesse fatte ad Abramo alla realizzazione che passa dalla liberazione dall’Egitto alla conquista della terra promessa. Oggi si affronta un altro problema: la promessa di Dio sembra andata in fumo perché si sta patendo un altro esilio, quello a Babilonia che è conseguenza dell’infedeltà del popolo all’alleanza del Sinai. Da questa sfiducia Dio vuol fare nascere la definitiva speranza che sarà basata su un’alleanza nuova che farà esistere un popolo nuovo, fedele al Signore, perché sarà il popolo del Messia.

Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore,
che aprì una strada nel mare
e un sentiero in mezzo ad acque possenti,
che fece uscire carri e cavalli,
esercito ed eroi a un tempo;
essi giacciono morti, mai più si rialzeranno,
si spensero come un lucignolo, sono estinti:
«Non ricordate più le cose passate,
non pensate più alle cose antiche!

Ecco, io faccio una cosa nuova:
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò anche nel deserto una strada,
immetterò fiumi nella steppa.
Mi glorificheranno le bestie selvatiche,
sciacalli e struzzi,
perché avrò fornito acqua al deserto,
fiumi alla steppa,
per dissetare il mio popolo, il mio eletto.
Il popolo che io ho plasmato per me
celebrerà le mie lodi».

Salmo Responsoriale
Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

SECONDA LETTURA
San Paolo ci spiega che cosa è questa alleanza nuova: è la fede in Gesù, figlio di Dio, morto e risorto che apre davanti a ciascuno di noi la strada della vera vita perché fondata sull’amore di Dio e non sul nostro. Noi dobbiamo percorrere questa strada perché sappiamo che Gesù l’ha già percorsa fino in fondo e ha fatto in modo che anche noi possiamo arrivare fino in fondo insieme con Lui.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
Fratelli, ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui, avendo come mia giustizia non quella derivante dalla Legge, ma quella che viene dalla fede in Cristo, la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede: perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, nella speranza di giungere alla risurrezione dai morti.
Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch’io sono stato conquistato da Cristo Gesù. Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata. So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.

VANGELO
L’episodio che ci propone il vangelo è emblematico della nuova strada che ci apre Gesù: Anche uno degli aspetti più sacri e delicati della vita personale e familiare, la fedeltà coniugale, se viene infranta può essere rimessa a posto, occorre però il pentimento, la volontà di non cadere più in questo errore e il perdono che dà la forza per rimettersi in cammino.

Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

OMELIA
Alcune riflessioni.
La vita è un cammino.
La fede ci indica Gesù come

  • cammino da percorrere:
    Si è incarnato. Ha vissuto la nostra vita fino in fondo.
    Si è incarnato nell’umanità, si è incarnato nella vita di ognuno di noi.
  • Gesù come meta da raggiungere:
    Gesù ha raggiunto la sua meta, la risurrezione che è anche la nostra meta perché vive con noi ed è la certezza per noi di raggiungere questa meta.
  • Gesù come sostegno nel nostro cammino:
    questo sostegno si chiama “MISERICORDIA”
    Gesù ci conosce bene, anche noi ci conosciamo bene!
    Sappiamo quanto siamo restii al cambiamento.
    Il profeta nella prima lettura ci ammonisce: ”Non ve ne accorgete?”
    Quanto è difficile il cambiamento perché siamo attaccati a noi stessi:
    La sua medicina è la misericordia che non ci condanna mai ma ci sprona sempre nel nostro cammino perché piano piano apre il nostro cuore.
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