Domenica 26 giugno 2022. Domenica XIII del Tempo Ordinario.

PREGHIERA
O Dio, che ci hai reso figli della luce con il tuo Spirito di adozione, fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore, ma restiamo sempre luminosi nello splendore della verità.

LITURGIA DELLA PAROLA

PRIMA LETTURA
Il brano ci presenta la chiamato del profeta Eliseo.
Elia, per ordine di Dio, con il gesto di gettare sulle spalle il suo mantello chiama Eliseo a continuare la sua missione. Eliseo accoglie la chiamata di Dio e segue Elia.

Dal primo libro dei Re
In quei giorni, il Signore disse a Elìa: «Ungerai Eliseo, figlio di Safat, di Abel Mecolà, come profeta al tuo posto».
Partito di lì, Elìa trovò Eliseo, figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il dodicesimo. Elìa, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello.
Quello lasciò i buoi e corse dietro a Elìa, dicendogli: «Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò». Elìa disse: «Va’ e torna, perché sai che cosa ho fatto per te».
Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con la legna del giogo dei buoi fece cuocere la carne e la diede al popolo, per-ché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elìa, entrando al suo servizio.

SALMO RESPONSORIALE
Sei tu, Signore, l’unico mio bene.

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

SECONDA LETTURA
San Paolo ci aiuta a capire che cosa vuol dire comportarsi con libertà:
siamo veramente liberi quando amiamo il prossimo come noi stessi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.
Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l’amore siate invece a servizio gli uni degli altri. Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!
Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge.

VANGELO
Il brano si divide in tre parti:
Gesù si dirige decisamente verso Gerusalemme dove si compirà la sua missione.
Gesù invita alla pazienza.
Gesù dà alcune indicazioni su che cosa vuol dire seguirlo.

Dal vangelo secondo Luca
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

OMELIA
La Parola di Dio di questa domenica ci fa fare alcune riflessioni importanti sulla nostra vita di discepoli di Gesù.
San Paolo ci ricorda che uno dei doni più importanti ricevuti da Gesù è la libertà.
Per noi discepoli la vera libertà consiste nel costruire rapporti di amore con il prossimo. Siamo liberi solo quando mettiamo la carità come valore sommo della nostra esistenza.
Affermare che costruiamo la nostra vita sulla libertà vuol dire che riteniamo la libertà un valore essenziale per tutti non solo per noi stessi , quindi il primo nostro impegno deve essere il promuovere e rispettare la libertà di tutti, anche di coloro che la pensano in modo diverso da noi.
La libertà è un valore umano che va ricercato e costruito su basi umane più universali possibile. La ricerca nel rispetto e nel dialogo è la base di questo cammino.
Dobbiamo stare molto attenti alle tentazioni di integralismo soprattutto religioso che si affacciano anche nel nostro universo cristiano e occidentale.
I tre esempi di Gesù sono un piccolo programma di vita per i discepoli.
“Il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”
La prima qualità che deve avere il discepolo di Gesù è la coscienza della precarietà e provvisorietà della vita.
Siamo attaccati ad un filo, basta niente perché la nostra vita si stravolga o si interrompa.
Questa precarietà ci fa consapevoli che non bisogna porre in questa vita tutte le nostre aspettative: potere, ricchezze, salute sono beni relativi che devono aiutare la nostra vita e non essere lo scopo di essa.
“Lascia che i morti seppelliscano i loro morti”
Seguire Gesù è avere la vita!
Gesù ci dona la vita che è fondata sui valori che la rendono eterna:
Il dono dello Spirito che ci fa figli di Dio e con i suoi doni realizziamo l’amore di Dio.
La fraternità universale si realizza con il comandamento dell’amore.
La vita umana conformata alla vita divina acquista la dimensione eterna alla quale è chiamata dalla sua creazione ed è il valore più grande che abbiamo ricevuto in dono da Dio.
“Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio”.
Seguire Gesù richiede fedeltà, coraggio, forza e gioia.
Sono virtù che scaturiscono dal cuore pieno di speranza che dà la forza di affrontare e superare le prove e le avversità della vita.
Ricordiamoci che essere discepoli di Gesù è camminare con Lui in ogni istante e situazione della vita.

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