Domenica 31 luglio 2022. Domenica XVIII del Tempo Ordinario.

Santa Messa prefestiva Sabato 30 Luglio 2022 alle ore 18 nella Chiesa di San Matteo.
Santa Messa festiva Domenica 31 Luglio 2022 alle ore 11 nella Chiesa di San Donato.

PREGHIERA
Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre, e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova l’opera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato.

PRIMA LETTURA
Qoelet (saggio vissuto nel terzo secolo avanti Cristo) è un po’ pessimista perché deve lottare contro le novità introdotte dall’ellenismo che minacciano le antiche credenze del popolo.
Possiamo leggere queste parole come un invito a ricordarci della transitorietà delle cose terrene.

Dal libro del Qoèlet
Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità: tutto è vanità.
Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi la-sciare la sua parte a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo è vanità e un grande male.
Infatti, quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole? Tutti i suoi giorni non sono che dolori e fastidi penosi; neppure di notte il suo cuore riposa. Anche questo è vanità!

Salmo Responsoriale
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.

SECONDA LETTURA
San Paolo ci parla ancora del Battesimo. Il Cristiano è già risorto con Cristo e sta già vivendo la vita eterna. Questa vita è nascosta ma noi siamo impegnati a viverla nelle scelte dell’uomo nuovo che sono le scelte dell’amore.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria.
Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato.
Qui non vi è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.

VANGELO
Gesù ricorda ai suoi discepoli la vera prospettiva della vita umana e che quello che conta è arricchire davanti a Dio con una vita piena d’amore.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

OMELIA

Gesù ci dice di arricchire presso Dio.
Arricchire vuol dire ricercare la nostra felicità.
Tutto noi facciamo per la nostra felicità.
Tutta la nostra persona, tutta la nostra vita, tutti i nostri rapporti, tutto tende verso la nostra felicità!
E’ impossibile per noi scegliere qualcosa sapendo coscientemente che procura il nostro male.
La ricerca della felicità è la molla della nostra esistenza.

Il problema è il contenuto che diamo alla parola felicità.
E’ come se fosse un grande contenitore, che cosa mettiamo dentro per riempirlo?

Noi ci diciamo cristiani. Questo vuol dire che crediamo che fare ciò che ci dice, ciò che ci insegna, e soprattutto ciò che ci testimonia Gesù sia il vero contenuto da dare alla felicità.
Tra poco faremo, come tutte le domeniche, la professione di fede. E’ questo il contenuto della nostra felicità!

La Parola di Dio che abbiamo ascoltato mi fa fare alcune riflessioni:

  • la nostra vita è bellissima ma è attaccata ad un filo, ne richiama un’altra più stabile.
  • la nostra felicità inizia dall’accettare di essere amati da Dio nostro Padre
  • la mia felicità è vera quando è anche la felicità del mio prossimo.
    Questo è arricchire presso Dio!
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