Domenica 18 settembre 2022. Domenica XXV del Tempo Ordinario.

Santa Messa prefestiva Sabato 17 Settembre 2022 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive domenica 18 Settembre 2022 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo e alle ore 11 nella chiesa di San Donato.

PREGHIERA
O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo hai posto il fonda-mento di tutta la legge, fa’ che osservando i tuoi comandamenti meritiamo di entrare nella vita eterna.

PRIMA LETTURA
Il profeta Amos interviene a nome di Dio per portare in mezzo al suo popolo un po’ più di giustizia tra chi ha molti beni e ne vuole avere sempre più (i ricchi) e coloro che hanno meno o non hanno nulla.
Mettere la difesa dall’ingiustizia nelle mani di Dio era il modo per insegnare, in una società teocratica, la giustizia sociale.
In una società “laica” i credenti e i non credenti devono trovare una condivisione di valori di giustizia: la costituzione e le leggi che derivano da essa.

Dal libro del profeta Amos.
Il Signore mi disse:
«Ascoltate questo,
voi che calpestate il povero
e sterminate gli umili del paese,
voi che dite: “Quando sarà passato il novilunio
e si potrà vendere il grano?
E il sabato, perché si possa smerciare il frumento,
diminuendo l’efa e aumentando il siclo
e usando bilance false,
per comprare con denaro gli indigenti
e il povero per un paio di sandali?
Venderemo anche lo scarto del grano”».
Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe:
«Certo, non dimenticherò mai tutte le loro opere».

SALMO RESPONSORIALE
Benedetto il Signore che rialza il povero.

Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore,
da ora e per sempre.

Su tutte le genti eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria.
Chi è come il Signore, nostro Dio,
che siede nell’alto
e si china a guardare
sui cieli e sulla terra?

Solleva dalla polvere il debole,
dall’immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i prìncipi,
tra i prìncipi del suo popolo.

SECONDA LETTURA
In questo brano San Paolo ci insegna:
a pregare per chi è al potere perché il cristiano è un buon cittadino e si adopera per una vita sociale “calma, tranquilla, dignitosa” e per lui credente “dedicata a Dio”.
La salvezza è anche una vita terrena che cammina verso la pace.
L’uomo Gesù è l’unico mediatore tra Dio e l’umanità e come Gesù realizza questa sua missione attraverso la croce, bisogna che cristiano testimoni la sua fede con la preghiera e con un comportamento “puro, senza collera e senza contese”.
Gesù non si annuncia mai nell’ingiustizia, nel sopruso e nella violenza, ma sempre e solo nell’amore e nella pace.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timoteo
Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità.
Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo – dico la verità, non mentisco –, maestro dei pagani nella fede e nella verità.
Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza contese.

VANGELO
Gesù ci propone una parabola strana e difficile:
Vuole dirci: come siamo intelligenti e scaltri nell’amministrare i nostri beni materiali,
così dobbiamo usare lo stesso tipo di intelligenza e di furbizia nell’impostare la nostra vita umana basandola sui valori di giustizia e onestà che sono valori universali e quindi vanno ricercati da tutti per costruire le relazioni umane buone.
La persona di fede può essere facilitata in questa ricerca dalla rivelazione che accetta e cerca di vivere ma mai impone perché la fede è principalmente una scelta libera.
Il nemico da combattere è l’egoismo e l’avidità.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
[ Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza». ]

OMELIA
Oggi la Parola di Dio ci fa riflettere sul nostro rapporto con i beni di questo mondo e sulle autorità che governano la vita sociale.
San Paolo ci dice che il nostro primo compito è quello di pregare per tutti e al primo posto mette “i re e tutti quelli che stanno al potere”. La lettura termina con l’esortazione ad accompagnare la preghiera con “ mani pure, senza collera e senza contese”.
La prima lettura e il Vangelo riempiono di contenuto le “mani pure”: la giustizia verso tutti, soprattutto verso i più deboli, la fedeltà nelle piccole cose e l’onestà nel trattare i beni materiali.
Una testimonianza importante per noi cristiani è quella dell’onestà e del comportamento civile in tutti gli aspetti della vita sociale, anche i più piccoli e quelli che sembrano insignificanti.
Dobbiamo ricordarci che rispondiamo a Dio del nostro comportamento. Dio ha dei sistemi di controllo infallibili ai quali non possiamo sfuggire in alcun modo.
La misericordia di Dio, nostro Padre che ci ama, deve farci maturare nel nostro comportamento facendoci agire non per paura della punizione ma per convinzione profonda che scaturisce dal senso del dovere civico che sgorga dall’amore verso il prossimo.

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