Mercoledì 2 novembre 2022. Commemorazione dei Defunti. Prima Messa.

Santa Messa per i defunti della nostra comunità alle ore 18 nella chiesa di San Donato.

PREGHIERA

Ascolta, o Dio, la preghiera che la comunità dei credenti innalza a te nella fede del Signore risorto, e conferma in noi la beata speranza che insieme ai nostri fratelli defunti risorgeremo in Cristo a vita nuova

PRIMA LETTURA
Giobbe afferma con forza che dopo la morte ci sarà l’incontro con Dio che è redentore, cioè ci ama perché è la nostra salvezza, e questo incontro sarà personale: ognuno di noi, singolarmente, con Dio.

Dal libro di Giobbe
Rispondendo Giobbe prese a dire:
«Oh, se le mie parole si scrivessero,
se si fissassero in un libro,
fossero impresse con stilo di ferro e con piombo,
per sempre s’incidessero sulla roccia!
Io so che il mio redentore è vivo
e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!
Dopo che questa mia pelle sarà strappata via,
senza la mia carne, vedrò Dio.
Io lo vedrò, io stesso,
i miei occhi lo contempleranno e non un altro».

Salmo Responsoriale
Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

SECONDA LETTURA
San Paolo ci ricorda che la speranza cristiana non delude perché si fonda sull’amore di Dio che si è riversato su di noi con il suo Spirito. La prova di questo è l’amore che Gesù ci ha dimostrato donando la sua vita per noi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

VANGELO
Gesù che dice che l’aspirazione più grande che c’è nel cuore di ogni uomo, cioè il vivere per sempre superando la morte (la risurrezione) sarà realizzata da Lui perché ci dona la vita eterna e risorgeremo insieme con Lui.

Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

OMELIA
In questi giorni si può lucrare l’indulgenza plenaria a favore dei nostri fratelli defunti che ancora non godono della pienezza della vita con Dio.
Che cos’è l’ INDULGENZA?
Ogni azione umana lascia nella storia dell’umanità e dell’universo una conseguenza.
Se rappresentiamo la storia dell’universo come un grande mosaico che si sta formando con le azioni di tutti gli uomini, ogni azione è una tessera che, anche se piccola, colora tutto il mosaico.

In ogni azione distinguiamo l’azione in sé e le sue conseguenze.
Io do una martellata in un muro: l’azione è dare la martellata, la conseguenza è il buco che formo nel muro.

Introduciamo il concetto di positivo e negativo:
un’azione positiva (buona di amore, generosa….) lascia una conseguenza positiva per sé e per tutti.
Non ci sono azioni neutre: S.Paolo dice: “tutto fate nel nome del Signore”
un’azione negativa lascia una conseguenza negativa per sé e per tutti.

Ci soffermiamo sull’azione negativa:
L’azione negativa è una colpa per chi la commette e procura una pena nella sua conseguenza.
Quando con il sacramento della Confessione siamo perdonati, ci viene perdonata la colpa, cioè l’azione negativa, ma la conseguenza di questa colpa rimane e deve essere espiata dalle buone opere, dalla carità, dalla vita buona di conversione, da quella che è chiamata “penitenza sacramentale”

L’indulgenza è un dono che fa la Chiesa per cancellare le conseguenze negative della colpa, cioè la pena.
Per ricevere questo dono occorrono delle disposizioni che non sono tanto quelle espresse dalle regole ma soprattutto l’impegno vero e concreto in una vita che tende
a non commettere azioni cattive o peccati,
a compiere sempre azioni buone verso tutti
a valorizzare in bene la propria vita offrendola a Dio per mezzo di Gesù

Per lucrare l’indulgenza plenaria per i defunti le norme sono queste:
Essere confessati e comunicati
visitare una chiesa o il cimitero
e in essa recitare il Padre nostro, il credo e una preghiera secondo le intenzioni del Papa.
Lucrare l’indulgenza per i defunti vuol dire che ci impegniamo a compiere sempre e solo azioni buone, che ci impegniamo valorizzare con l’amore la nostra vita quotidiana rendendola santa perché offerta con Gesù al Padre.
Tutto questo diciamo al Signore: ”Non lo faccio per me, ma per i defunti”.

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