Domenica 11 dicembre 2022. Domenica Terza di Avvento.

Santa Messa prefestiva Sabato 10 Dicembre 2022 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 11 Dicembre 2022 alle ore 10,30 nella Chiesa di San Matteo e alle ore 11 nella chiesa di San Donato.

PREGHIERA

Guarda, o Padre, il tuo popolo che attende con fede il Natale del Signore, e fa’ che giunga a celebrare con rinnovata esultanza il grande mistero della salvezza.

PRIMA LETTURA
Il messaggio del profeta è un invito a non perdersi di fiducia perché la salvezza del Signore è vicina.
Per esprimere questo annuncio usa delle immagini che descrivono la bellezza della natura e le guarigioni ottenute miracolosamente.
Le stesse immagini usa Gesù per annunciare la presenza del regno di Dio nella sua persona.

Dal libro del profeta Isaia
Si rallegrino il deserto e la terra arida,
esulti e fiorisca la steppa.
Come fiore di narciso fiorisca;
sì, canti con gioia e con giubilo.
Le è data la gloria del Libano,
lo splendore del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del Signore,
la magnificenza del nostro Dio.
Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto.
Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo;
felicità perenne splenderà sul loro capo;
gioia e felicità li seguiranno
e fuggiranno tristezza e pianto.

Salmo Responsoriale
Vieni, Signore, a salvarci.

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

SECONDA LETTURA
San Giacomo ci indica due atteggiamenti per accogliere Gesù nella nostra vita:
la costanza o perseveranza e il non lamentarsi degli altri.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Siate costanti, fratelli miei, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.
Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore.

VANGELO
Si divide in due parti:
Nella prima Gesù dà i criteri per riconoscerlo: non scandalizzarsi di Lui che in umiltà compie le opere descritte dalle sacre scritture
Nella seconda parte Gesù parla di Giovanni il Battista, elogia la sua opera e proclamandolo il precursore si dichiara Messia.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

OMELIA
L’Avvento è il tempo di preparazione al Natale. La Liturgia ci presenta Giovanni Battista per aiutarci a preparare l’incontro con Gesù.
La domanda che i discepoli di Giovanni fanno a Gesù ci rivela lo stato d’animo di quest’uomo:” Sei tu colui che deve venire (con questa espressione si intendeva il Messia) o dobbiamo aspettare un altro?”
Questa domanda rivela la profonda angoscia e i dubbi che tormentano Giovanni che si trova carcerato ingiustamente.
Perchè Giovanni vive questo momento di dubbio?
Perchè non vede in Gesù ciò che ha predicato: il battesimo di fuoco del giudice punitore, il Messia che ha in mano la scure che abbatte gli alberi alla radice e ha in mano la pala per pulire l’aia dalla paglia e bruciarla. Inoltre non vede realizzato il giudizio di salvezza per i servi fedeli. Infatti Giovanni si trova in prigione e sa di andare incontro alla morte per essere stato l’annunciatore della presenza del Messia.
Inoltre Gesù sta adottando una tattica strana: usa un tono dimesso per la sua attività ottenendo l’ostilità delle autorità e la modesta se non fredda accoglienza delle masse. Tutto questo produce il Giovanni un grande problema se non un motivo di scandalo.
La risposta di Gesù non è altrettanto precisa come la domanda perché fa parlare i fatti enumerando i tipi di miracoli usando le parola del Profeta Isaia quando descrive i frutti della salvezza operata dal Messia. Inoltre aggiunge l’evangelizzazione dei poveri. Tutto questo avviene in forma dimessa. Gesù stesso raccomanda sempre di non proclamare pubblicamente ciò che fa perché il suo essere Messia è diverso da quello che si aspettavano il popolo e lo stesso Giovanni Battista.
Gesù conclude la sua risposta con una beatitudine: “Beato chi non trova in me motivo di scandalo”.
Non sappiamo come Giovanni Battista abbia accolto la risposta di Gesù. Sappiamo che è stato ucciso per la gelosia e la malvagità di Erodiade che non sopportava i suoi rimproveri.
Perché Giovanni Battista ci aiuta a preparare il Natale?
Perchè anche noi possiamo avere gli stessi suoi dubbi e anche a noi Gesù risponde allo stesso modo, e dunque Gesù ci richiede un impegno di fede con l’accettare il suo modo di essere Messia. Vuol dire avere un atteggiamento profondo del cuore con il quale compiere le piccole azioni quotidiane con amore e affrontare le difficoltà con spirito di offerta e di preghiera.
Gesù conclude l’elogio di Giovanni Battista mettendo in evidenza il “piccolo nel regno dei cieli”, il “piccolo” crede anche con fatica perché non vengono risolti i dubbi ma vengono affrontati con le azioni concrete di salvezza, come ha fatto Gesù.

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