Domenica 5 gennaio 2023. Domenica V del Tempo Ordinario anno A.

Cena a Emmaus, Matthias Storm. Olio u tela (1632-1639). Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli.

Santa Messa prefestiva Sabato 4 Febbraio 2023 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 5 Febbraio 2023 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo, alle ore 11 nella chiesa di San Donato.

PREGHIERA
Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Signore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezione.

PRIMA LETTURA
Il profeta ci ricorda che la verità del nostro rapporto con Dio è fondata sulla nostra carità verso il prossimo, perché solo questa è la prova concreta che il nostro cuore è rivolto veramente a Dio.

Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:
«Non consiste forse [il digiuno che voglio]
nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza trascurare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà,
implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
se aprirai il tuo cuore all’affamato,
se sazierai l’afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio».

Salmo Responsoriale
Il giusto risplende come luce.

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.

Sicuro è il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria.

SECONDA LETTURA
La manifestazione dello Spirito e la sua potenza sono le opere di carità perché la potenza di Dio è l’amore. Le parole sono fiato che si perde nell’aria, le opere di carità incontrano il fratello e fanno bene al fratello.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.
Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.

VANGELO
Continua il discorso della montagna. Dopo le Beatitudini, Gesù ci dice che dobbiamo essere “sale” e “luce” perché gli uomini siano indirizzati a glorificare Dio nostro Padre.

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

OMELIA
Domeniche precedenti:
Gesù agnello di Dio
Gesù annuncia la presenza del Regno
Il Regno è una beatitudine, una gioia.
Oggi la Parola di Dio ci parla dei discepoli del Regno.
Gesù paragona il discepolo al sale e alla luce.
Ci soffermiamo su due caratteristiche di questi due elementi:
1) agiscono senza farsi vedere:
il sale dando sapore sparisce, si scioglie
la luce permette di vedere gli oggetti ma lei non si vede.
2) per essere efficaci sale e luce devono essere equilibrati, devono essere nella misura giusta, né troppo, né troppo poco.
La giusta misura del discepolo è l’equilibrio, la maturità, la saggezza umana illuminata dalla fede

La conclusione del brano del vangelo ci dice perché il discepolo deve essere così:
con le sue opere deve portare gli altri a rendere gloria al Padre che è nei cieli.

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