Domenica 12 febbraio 2023. Domenica VI del Tempo Ordinario “A”.

Santa Messa prefestiva Sabato 11 Febbraio 2023 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 12 Febbraio 2023 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo, alle ore 11 nella chiesa di San Donato.

PREGHIERA
O Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola, rendici degni di diventare tua stabile dimora.

PRIMA LETTURA
Il saggio, dopo aver ricordato che la legge di Dio è data per custodirci perché è per il vero bene della nostra vita, ci fa riflettere sulla libertà: dono di Dio per scegliere Lui, il nostro vero bene, ma che possiamo anche usare male se scegliamo il fuoco, la morte, il male. La libertà è segno della sapienza di Dio e del suo amore, perché solo così possiamo rispondere con l’amore all’amore.

Dal libro del Siràcide
Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno;
se hai fiducia in lui, anche tu vivrai.
Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua:
là dove vuoi tendi la tua mano.
Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male:
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
Grande infatti è la sapienza del Signore;
forte e potente, egli vede ogni cosa.
I suoi occhi sono su coloro che lo temono,
egli conosce ogni opera degli uomini.
A nessuno ha comandato di essere empio
e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

Salmo Responsoriale
Beato chi cammina nella legge del Signore.

Beato chi è integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.

Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.

Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,
osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perché io consideri
le meraviglie della tua legge.

Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore.

SECONDA LETTURA
San Paolo ci parla della sapienza di Dio che ha rivelato in Gesù e che Gesù, attraverso il suo Spirito, ha donato ai suoi discepoli. Questo non è un privilegio né un motivo di potere ma solo un dono che ci fa essere a servizio dell’umanità.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria.
Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.
Ma, come sta scritto:
«Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
né mai entrarono in cuore di uomo,
Dio le ha preparate per coloro che lo amano».
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.

VANGELO
Dopo averci detto che è il compimento della legge antica, Gesù ci espone la sua legge.
Lo fa con quattro contrapposizioni (fu detto… ma io vi dico) e usando un modo di esprimersi forte e con esempi esagerati e anche sarcastici.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà dalla legge neppure un iota o un segno, senza che tutto sia compiuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli.
Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non uccidere”; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: “Non commettere adulterio”; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.
Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, càvalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tàgliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto di ripudio”; ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno».

OMELIA
Oggi Gesù ci insegna a regolare il nostro essere sale e luce.
Il primo insegnamento è che per essere suoi discepoli occorre osservare delle regole.
Le leggi fanno parte dell’universo e permettono che tutto funzioni bene,
Nell’universo c’è anche l’umanità la quale ha la capacità di scoprire le leggi dell’universo per tutto quello che riguarda la materia. Invece per quello che riguarda la vita personale e di relazione con la sua libertà l’uomo è capace di formulare leggi in base ai valori in cui crede.
Gesù mette subito in evidenza due caratteristiche della sua legge:
La legge del discepolo è seguire Lui.
Non è osservare delle regole scritte ma incontrarsi con Lui e seguire il suo esempio, cioè vivere insieme con Lui.
La seconda caratteristica è osservare la legge dal profondo del cuore, cioè per amore. Gesù condanna l’osservanza solo letterale della legge o che la si osservi per paura del castigo.
Nel proclamare le regole per il discepolo Gesù parte dal rispetto della vita e della persona per passare al rispetto della famiglia. Tutti i rapporti devono essere costruiti sulla sincerità.
Ecco il programma di revisione della nostra vita che Gesù ci propone in questa settimana.

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