Domenica 19 febbraio 2023. Domenica VII del tempo Ordinario “A”.

Santa Messa prefestiva Sabato 18 Febbraio 2023 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 19 Febbraio 2023 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo, alle ore 11 nella chiesa di San Donato.

PREGHIERA

Il tuo aiuto, Padre misericordioso, ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito, perché possiamo conoscere ciò che è conforme alla tua volontà e attuarlo nelle parole e nelle opere.

LITURGIA DELLA PAROLA

PRIMA LETTURA
Il libro del levitico è uno dei libri della legge, del pentateuco (i primi 5 libri della bibbia) e insegna i comportamenti che devono tenere i leviti, cioè coloro che curano il tempio, e il comportamento da tenere verso Dio. Il brano proposto dalla liturgia fa parte della “legge di santità” e in esso si annuncia il fondamento della santità stessa e come vivere in concreto questa santità: nella carità verso il prossimo.

Dal libro del Levitico
Il Signore parlò a Mosè e disse:
«Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo.
Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui.
Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore”».

Salmo Responsoriale
Il Signore è buono e grande nell’amore

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.
Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono.

SECONDA LETTURA
San Paolo conclude il discorso sulle divisioni nella comunità di Corinto e afferma che queste avvengono perché ci sono persone che ricercano il culto della personalità.
Dio ha manifestato la sua sapienza nella croce di Gesù, quindi solo Gesù Cristo ha dato la vita per noi, non i vari Paolo, Apollo o Cefa.
Solo Gesù ci porta a Dio e a santificare così tutto noi stessi a cominciare dal nostro corpo che è tempio dello Spirito Santo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.
Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente, perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti: «Egli fa cadere i sapienti per mezzo della loro astuzia». E ancora: «Il Signore sa che i progetti dei sapienti sono vani».
Quindi nessuno ponga il suo vanto negli uomini, perché tutto è vostro: Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.

VANGELO
Il brano del vangelo ci porta le ultime due antitesi: ”fu detto” – “ma io vi dico”.
La prima riguarda la vendetta e la non violenza, la seconda l’odio dei nemici e l’amore-perdono che ci fa essere veri figli del Padre.
Il brano si conclude con la regola d’oro: “siate perfetti come il Padre vostro” che è l’ideale del discepolo di Gesù.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

OMELIA
Nel discorso della montagna Gesù ci ammaestra e ci dice che noi siamo “sale” e “ luce”.
Per equilibrare il nostro essere sale e luce domenica scorsa Gesù con quattro contrapposizioni (fu detto…ma io vi dico) ci ha proposto una scala di valori: la vita, la persona, la famiglia e, per vivere questi rapporti, la sincerità.
Oggi, con altre due contrapposizioni, Gesù raggiunge l’apice dell’insegnamento inserendo il discepolo nella vita sociale. Bisogna costruire la pace con la non violenza totale.
E’ un messaggio molto attuale perché in questi tempi in cui emergono grandi problemi materiali e morali viene facile invocare il pugno di ferro.
La medicina che ci propone Gesù non è mai la violenza o la guerra. Occorre cambiare il cuore e vivere i valori del vangelo sia singolarmente che come comunità di discepoli.
Gesù ci guida a compiere ancora un altro passo molto importante e fondamentale per noi cristiani: amare i nemici e pregare per i persecutori.
Viene spontanea la domanda :”perché dobbiamo fare questo?” e Gesù risponde che costruire la pace e vivere la non violenza sono valori umani che tutti possono raggiungere. Amare i nemici e pregare per i persecutori sono valori divini. Lo ha fatto Lui sulla croce e Stefano il primo martire.
I discepoli di Gesù possono e devono tendere a questo perché hanno come meta della loro vita l’essere perfetti come il Padre celeste.
E’ troppo? O è normale vista la stima infinita che Dio ha per ognuno di noi e la meta che ci propone: partecipare alla sua stessa vita?

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