Santa Messa prefestiva Sabato 4 Marzo 2023 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 5 Marzo 2023 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo, alle ore 11 nella chiesa di San Donato.
PREGHIERA
O Padre, che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio, nutri la nostra fede con la tua parola e purifica gli occhi del nostro spirito perché possiamo godere la visione della tua gloria.
PRIMA LETTURA
Dio ci ama tanto che vuole vivere con noi perché siamo il frutto del suo amore. Con Abramo inizia il cammino di Dio con l’umanità che avrà la sua pienezza in Gesù.
Ad Abramo è chiesto di usare la propria libertà accettando di avere Dio come compagno di viaggio nella vita. Abramo accetta e può iniziare questo cammino che all’inizio con Adamo l’uomo aveva rifiutato.
Dal libro della Gènesi
In quei giorni, il Signore disse ad Abram:
«Vàttene dalla tua terra,
dalla tua parentela
e dalla casa di tuo padre,
verso la terra che io ti indicherò.
Farò di te una grande nazione
e ti benedirò,
renderò grande il tuo nome
e possa tu essere una benedizione.
Benedirò coloro che ti benediranno
e coloro che ti malediranno maledirò,
e in te si diranno benedette
tutte le famiglie della terra».
Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore.
Salmo Responsoriale
Donaci, Signore, la tua grazia: in te speriamo.
Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra.
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.
L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo.
SECONDA LETTURA
San Paolo ci ricorda che Gesù è la garanzia che Dio mantiene la sua parola e ci dona la sua grazia, cioè cammina con noi.
Con la sua passione morte e risurrezione Gesù garantisce le promesse di Dio.
Dalla lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo. Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità, ma è stata rivelata ora, con la manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’incorruttibilità per mezzo del Vangelo.
VANGELO
La trasfigurazione è l’annuncio della risurrezione: Gesù risorge perché è figlio di Dio e questo è la garanzia che le promesse di Dio saranno mantenute.
Per il battezzato credere in Dio vuol dire ascoltare la parola di Gesù e seguirlo.
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».
OMELIA
Il giorno delle Ceneri abbiamo riflettuto sulla penitenza quaresimale che ci aiuta a superare le nostre fragilità.
Domenica scorsa Gesù ci ha insegnato che per vincere le nostre fragilità occorre essere attenti e lottare contro le tentazioni. Vinciamo se accettiamo che Dio faccia parte della nostra vita.
Oggi la Chiesa nella sua preghiera, la Liturgia, ci dice che il Dio che dobbiamo accettare nella nostra vita non è un Dio qualunque, una divinità che ogni popolo e ogni cultura ha sempre adorato.
Ma il Dio che si è rivelato all’umanità a partire da Abramo.
Dio si presenta come il Dio che benedice = stima, e rende grande il nome = rende preziosi.
Questo presentarsi di Dio è una “chiamata” = invito ad una risposta libera perché stima e preziosità sono segni dell’amore di Dio al quale si risponde nella libertà con amore.
Questa proposta-chiamata di Dio ci libera da tutte le nostre fragilità, anche dalla fragilità della morte?
Con la sua trasfigurazione Gesù ci dice che con la risurrezione siamo inseriti nella sua vittoria che sarà certa e totale. La sua parola è fedele e creatrice perché non è condizionata dalla nostra risposta ma è frutto esclusivo della sua grazia e del dono infinito di amore di Dio che in Gesù si rivela Padre di misericordia verso tutti i suoi figli (seconda lettura).
La Parola di Dio di questa domenica ci ricorda il senso che la fede dà alla vita: perché esistiamo, in che modo dobbiamo vivere, verso quale meta è indirizzata la nostra vita
