Cristo e la Samaritana, Tisi Benvenuto detto Garofalo, 1540 circa.
Santa Messa prefestiva Sabato 11 Marzo 2023 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 12 Marzo 2023 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo, alle ore 11 nella chiesa di San Donato.
Preghiera
Dio misericordioso, fonte di ogni bene, tu ci hai proposto a rimedio del peccato il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna; guarda a noi che riconosciamo la nostra miseria e, poiché ci opprime il peso delle no-stre colpe, ci sollevi la tua misericordia.
PRIMA LETTURA
Questo brano ci racconta un episodio del cammino nel deserto del popolo di Israele verso la terra promessa. Ci è proposto perché San Paolo dice che la roccia dalla quale è sgorgata l’acqua è Gesù.
Inoltre la sete del popolo è segno della mancanza di fede nella presenza del Signore che cammina con lui verso la terra promessa.
Dal libro dell’Èsodo.
In quei giorni, il popolo soffriva la sete per mancanza di acqua; il po-polo mormorò contro Mosè e disse: «Perché ci hai fatto salire dall’Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro bestia-me?».
Allora Mosè gridò al Signore, dicendo: «Che cosa farò io per questo popolo? Ancora un poco e mi lapideranno!».
Il Signore disse a Mosè: «Passa davanti al popolo e prendi con te al-cuni anziani d’Israele. Prendi in mano il bastone con cui hai percosso il Nilo, e va’! Ecco, io starò davanti a te là sulla roccia, sull’Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà».
Mosè fece così, sotto gli occhi degli anziani d’Israele. E chiamò quel luogo Massa e Merìba, a causa della protesta degli Israeliti e perché misero alla prova il Signore, dicendo: «Il Signore è in mezzo a noi sì o no?».
Salmo Responsoriale
Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.
Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere».
SECONDA LETTURA
San Paolo ci ricorda che Dio per suo dono gratuito ci ha messo nel rapporto giusto con Lui (giustificati). Noi siamo chiamati a credere, cioè accogliere questo dono certi che non saremo delusi perché lo Spirito di Gesù abita in noi.
Il dono dello Spirito di Gesù è frutto del suo sacrificio, cioè del fatto che ha dato la sua vita per noi.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.
Fratelli, giustificati per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio.
La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
VANGELO
Il brano evangelico della samaritana è una catechesi battesimale per insegnarci che Gesù è sempre con noi come acqua viva che ci disseta per la vita.
Gesù ci aiuta a vivere il nostro rapporto con Dio in spirito e verità perché è il Cristo, cioè il Messia inviato, il figlio di Dio incarnato.
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».
Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che par-lasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.
Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
OMELIA
Nel nostro cammino quaresimale ci accompagna una domanda: ”Il Signore è in mezzo a noi si o no?”
San Paolo ci esorta alla speranza perché Gesù è il Figlio di Dio che è morto per noi per dimostrarci che è in mezzo a noi.
Il Vangelo ci guida a riconoscere Gesù che è nel nostro cuore e in mezzo a noi e a dissetarci della sua acqua che ci fa diventare a nostra volta sorgenti che zampillano per la vita eterna.
La Parola di Dio descrive la nostra situazione di dubbio e di speranza.
Di che cosa siamo assetati veramente e qual’è l’acqua che ci dà Gesù?
La nostra sete si manifesta in:
sete di vivere, di sapere (gustare la vita) di amare, di comunicare, di crescere, di libertà, di sognare, di tranquillità, di pace.
Insieme a queste manifestazioni della sete che costruiscono la vita, ce ne sono altre che purtroppo la distruggono: sete di potere, di possedere, di denaro.
Queste manifestazioni negative della sete sono esagerazioni di un appetito naturale che abbiamo dentro e che bisogna saper dominare.
Qual’è l’acqua che ci dona Gesù?
E’ il suo Spirito che ci mette nella giusta relazione con Dio e poi ci aiuta a equilibrare le manifestazioni della nostra sete e le relazioni con il prossimo e il creato.
Noi riceviamo lo Spirito di Gesù nella Chiesa con il segno dei sacramenti del Battesimo e della Cresima che ci portano i suoi doni.
Ricordiamoli:
Sapienza: Ci aiuta a costruire la giusta scala di valori, a scoprire qual’è il vero bene
Intelletto: Ci aiuta a ricercare la verità
Consiglio: ci aiuta a ricercare qual’è la volontà di Dio nella nostra vita
Fortezza: ci aiuta ad essere fedeli negli impegni ed essere forti nelle tentazioni
Scienza: ci aiuta a sviluppare le qualità umane per la costruzione del vero bene e della pace
Pietà: ci aiuta a pregare
Timor di Dio: ci aiuta ad incontrarci con Dio nostro Padre, a rispettarlo e ad amarlo.
Riscopriamo questi sette doni che sono nel nostro cuore, ci dissetano e ci trasformano in sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna.
