Santa Messa prefestiva Sabato 15 Aprile 2023 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 16 Aprile 2023 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo e alle ore 11 nella chiesa di San Donato.
PREGHIERA
Dio di eterna misericordia, che nella ricorrenza pasquale ravvivi la fede del tuo popolo, accresci in noi la grazia che ci hai dato, perché tutti comprendiamo l’inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti.
LITURGIA DELLA PAROLA
PRIMA LETTURA
Questo brano degli Atti degli Apostoli ci presenta il primo sommario della vita della comunità nascente. Si notano subito le caratteristiche principali che saranno permanenti anche nei secoli fino ad oggi:
assiduità al tempio, spezzare il pane, l’unione fraterna e l’ascolto degli apostoli.
Una caratteristica viene subito messa in evidenza: l’appartenenza al gruppo è per iniziativa del Signore che chiama “quelli che erano salvati”
Dagli Atti degli Apostoli
Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vende-vano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bi-sogno di ciascuno.
Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.
Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.
Salmo Responsoriale
Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.
Celebrate il Signore, perché è buono,
perché eterna è la sua misericordia.
Dica Israele che egli è buono:
eterna è la sua misericordia.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre».
Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore è stato il mio aiuto.
Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.
Grida di giubilo e di vittoria
nelle tende dei giusti:
la destra del Signore ha fatto prodezze.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!
SECONDA LETTURA
Nella sua prima lettera San Pietro ci ricorda che Dio ci ha salvato nella sua misericordia per mezzo di Gesù Cristo. Noi attraverso la fede riceviamo questa salvezza che è la vita che non muore. Questo dono non è semplice da ricevere perché passa attraverso le sofferenze della vita che non ci sono tolte ma che con Gesù affrontiamo con forza, in una visione di vita positiva, nonostante tutto.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell’ultimo tempo.
Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell’oro – destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco –, torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre rag-giungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime.
VANGELO
Il famoso episodio di Tommaso mette in evidenza alcune verità che l’evangelista Giovanni vuole sottolineare:
Gesù appare il giorno di Pasqua e otto giorni dopo.
Gesù risorto trasmette tutto se stesso ai suoi discepoli
D’ora in poi credere in Gesù è credere ai suoi discepoli
Il Vangelo è stato scritto dai discepoli di Gesù per suscitare la fede in Lui.
Dal vangelo secondo Giovanni
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
OMELIA
Una prima riflessione:
La nostra cultura ci ha lasciato il tempo della vita suddiviso in giorni e settimane.
Mentre il giorno è una divisione naturale perché quando c’è luce si lavora e quando c’è buio si riposa (almeno così dovrebbe essere secondo natura), la settimana è una divisione della vita introdotta dagli Ebrei e diffusa in tutto il mondo dal cristianesimo.
A che cosa ci servono queste due divisioni?
A dare ordine alla nostra vita.
Nel giorno dobbiamo dividere ed equilibrare la veglia e il sonno, il lavoro e il riposo, le necessità materiali e quelle spirituali, la solitudine e la socializzazione.
La settimana ci aiuta a equilibrare le forze, a verificare la nostra vita dopo un periodo di tempo (sette giorni), a sospendere il quotidiano per fare festa, perché anche di questo abbiamo bisogno.
La comunità cristiana vive la sua vita di settimana in settimana e alla scadenza del settimo giorno, il giorno del Signore, fa memoria del Signore risorto ascoltando gli apostoli, celebrando l’Eucarestia e vivendo in modo particolare la vita insieme.
Questa divisione dovrebbe aiutarci ad essere più ordinati nel nostro vivere personale e sociale, ad essere più equilibrati e a recuperare il senso della vita sociale del quale oggi sentiamo la mancanza in modo particolare.
Seconda riflessione:
La notte di Pasqua abbiamo rinnovato il nostro Battesimo pronunciando le promesse battesimali e dichiarando così che vogliamo essere discepoli di Gesù: vogliamo credere in Lui. Oggi l’apostolo Tommaso ci ricorda che la fede è un cammino pieno di difficoltà e di dubbi.
Avere fede non vuol dire avere certezze, ma essere in un cammino di ricerca fidandoci di una persona, di Gesù.
Avere fede vuol dire ogni giorno decidere di essere discepoli di Gesù, nonostante le difficoltà, gli errori e i peccati.
Aver fede vuol dire incontrarci nel giorno del Signore con i fratelli per ricevere dal Signore Gesù luce sul nostro cammino, forza per viver ogni giorno da discepoli, speranza per tutta la nostra vita che ha senso perché Lui è con noi: è il risorto!
E che raggiungerà la sua pienezza quando saremo con Lui, nel suo Regno.
