PREGHIERA
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l’eredità eterna.
PRIMA LETTURA
La chiesa primitiva aumenta sempre più di numero. Viene l’esigenza di organizzare una collaborazione che aiuti gli apostoli nella vita della comunità. Viene inventato il servizio dei “diaconi” che sono deputati in modo particolare all’assistenza dei poveri. Sono sette e tra questi spicca Stefano che sarà il protomartire, cioè il prototipo dei martiri.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.
Salmo Responsoriale
Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.
Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate.
Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra.
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.
SECONDA LETTURA
Ancora la lettera di San Pietro ci istruisce su due verità della fede che riguardano la natura dell’essere discepoli di Gesù:
Il discepolo è reso pietra viva e costruisce con Gesù l’edificio spirituale della chiesa: Vuol dire che ogni discepolo è sacerdote, cioè per mezzo di Gesù può offrire sacrifici graditi a Dio, è in comunione con Dio.
Il discepolo fa parte del popolo di Dio perché annunci con la sua vita le opere di Dio.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo.
Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.
VANGELO
Il brano del Vangelo è ambientato nell’ultima cena. Gesù parla e dialoga con i suoi discepoli.
Invita i suoi a non essere turbati e a fidarsi di Lui e ci dice l’essenza dell’essere discepoli: non seguire delle idee ma seguire una persone, Gesù stesso, via verità e vita.
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».
OMELIA
Gesù risorto ci aiuta a riscoprire e rinnovare il nostro essere suoi discepoli. Seguiamo il brano del Vangelo e la seconda lettura.
“Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”
Oggi abbiamo bisogno di sentire queste parole che parlano al nostro cuore e infondono speranza e coraggio. Tutto è nelle mani di Dio che non abbandona i suoi figli e, attraverso Gesù, li conduce sulla strada della vita verso la meta della vera e piena felicità.
“Io sono la via la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”.
Rinnoviamo la nostra fiducia in Gesù!
E’ difficile scegliere il vero e il bene , è difficile vivere coerenti alla nostra umanità e alla fede. La voce di Dio sembra sempre più affievolirsi perché nell’epoca della conoscenza sempre più rapida le potenti voci umane sembrano avere il sopravvento e dettare una giustizia ( cultura di vivere) che è sempre più egoista, individualistica e attaccata al bene effimero dell’oggi a tutti i costi.
San Pietro ci aiuta a riscoprire ciò che siamo:
Siamo pietre vive, sacerdoti capaci di offrire la nostra vita a Dio che gli è gradita perché gli è presentata da Gesù.
Siamo stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo di Dio per proclamare le sue opere.
Tutto questo vuole dire che Dio ci ha chiamato e ci ha scelto come suoi testimoni per portare nel mondo e nella storia ciò che è più importante e necessario: il suo amore!
Seguiamo Gesù, non potremo sbagliare strada.
