Santa Messa prefestiva Sabato 7 Ottobre 2023 nella chiesa di San Matteo alle ore 18.
Sante Messe festive Domenica 8 Ottobre 2023 ore 10,30 nella chiesa di San Matteo ore 11 nella chiesa di Donato.
PREGHIERA
O Dio, fonte di ogni bene, che esaudisci le preghiere del tuo popolo al di là di ogni desiderio e di ogni merito, effondi su di noi la tua misericordia: perdona ciò che la coscienza teme e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare.
PRIMA LETTURA
Il canto della vigna, che ascoltiamo nella prima lettura, ci manifesta in modo stupendo l’amore che Dio ha per il suo popolo e per ognuno di noi. Perché Dio ci ama così? Perché noi capiamo che la vita è veramente umana se la viviamo con giustizia e rettitudine.
Dal libro del profeta Isaia
Voglio cantare per il mio diletto
il mio cantico d’amore per la sua vigna.
Il mio diletto possedeva una vigna
sopra un fertile colle.
Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi
e vi aveva piantato viti pregiate;
in mezzo vi aveva costruito una torre
e scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva;
essa produsse, invece, acini acerbi.
E ora, abitanti di Gerusalemme
e uomini di Giuda,
siate voi giudici fra me e la mia vigna.
Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna
che io non abbia fatto?
Perché, mentre attendevo che producesse uva,
essa ha prodotto acini acerbi?
Ora voglio farvi conoscere
ciò che sto per fare alla mia vigna:
toglierò la sua siepe
e si trasformerà in pascolo;
demolirò il suo muro di cinta
e verrà calpestata.
La renderò un deserto,
non sarà potata né vangata
e vi cresceranno rovi e pruni;
alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti
è la casa d’Israele;
gli abitanti di Giuda
sono la sua piantagione preferita.
Egli si aspettava giustizia
ed ecco spargimento di sangue,
attendeva rettitudine
ed ecco grida di oppressi.
Salmo Responsoriale
La vigna del Signore è la casa d’Israele.
Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli.
Perché hai aperto brecce nella sua cinta
e ne fa vendemmia ogni passante?
La devasta il cinghiale del bosco
e vi pascolano le bestie della campagna.
Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo,
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
SECONDA LETTURA
San Paolo si propone come esempio di vita per i suoi discepoli. Così deve essere un maestro, un educatore, un genitore, un pastore. Inoltre invita a coltivare nel proprio cuore solo sentimenti buoni.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!
VANGELO
Questa brano è tratto da quella parte del vangelo di Matteo che parla delle controversie tra Gesù e i suoi avversari, che non lo accolgono come Messia.
Anche per noi è motivo di riflessione sulla nostra fedeltà a Gesù, su come viviamo il nostro essere suoi discepoli e su come lo accogliamo nella vita quotidiana.
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei conadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
OMELIA
Continua lo scontro tra Gesù e le autorità del tempio.
La parabola è un riassunto della storia del popolo di Israele:
storia di alleanza e tradimenti
storia di santi e di peccatori
storia di amore, di riconoscenza, di corrispondenza e di ribellione.
Gesù si pone come nuovo inizio: pietra angolare.
Gesù ci dona se stesso
ci dona il suo Spirito
ci dona la Chiesa.
Nella sua Chiesa noi possiamo portare i frutti per noi, per l’umanità, per il creato.
Prima domanda: a che cosa ci serve Gesù?
Ad essere noi stessi
a vivere insieme agli altri
a vivere nel creatore
Con Gesù realizziamo il progetto che Dio ha nella creazione.
Seconda domanda: quali frutti dobbiamo portare?
La seconda lettura ci aiuta a rispondere:
ciò che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, virtù, merita lode:
tutto ciò che produce PACE
Questa attenzione nella vita deve nascere dal cuore che cerca di essere in unione con Gesù e con la sua Chiesa:
preghiera
ascolto
conversione del cuore
presenza di Gesù nei nostri pensieri, nelle nostre scelte, in tutti gli aspetti della nostra vita.
