Santa Messa prefestiva Sabato 21 Ottobre 2023 nella chiesa di San Matteo alle ore 18
Sante Messe festive Domenica 22 Ottobre 2023 ore 10,30 nella chiesa di San Matteo – ore 11 nella chiesa di Donato
Seguirà deposizione della corona di alloro, in Porta Soprana, alla lapide dei caduti.
PREGHIERA
Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito.
PRIMA LETTURA
Il profeta Isaia annuncia che la liberazione del popolo dalla schiavitù di Babilonia avverrà per mezzo di Ciro, re dei Persiani. Dio sceglie come suo strumento questo re che non crede nel Dio di Israele per dimostrare che la salvezza passa anche attraverso persone che non appartengono al popolo ebraico.
Dal libro del profeta Isaìa
Dice il Signore del suo eletto, di Ciro:
«Io l’ho preso per la destra,
per abbattere davanti a lui le nazioni,
per sciogliere le cinture ai fianchi dei re,
per aprire davanti a lui i battenti delle porte
e nessun portone rimarrà chiuso.
Per amore di Giacobbe, mio servo,
e d’Israele, mio eletto,
io ti ho chiamato per nome,
ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca.
Io sono il Signore e non c’è alcun altro,
fuori di me non c’è dio;
ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci,
perché sappiano dall’oriente e dall’occidente
che non c’è nulla fuori di me.
Io sono il Signore, non ce n’è altri».
Salmo Responsoriale
Grande è il Signore e degno di ogni lode.
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri.
Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine.
SECONDA LETTURA
Il brano è l’inizio della prima lettera ai Tessalonicesi. San Paolo chiama la comunità “Chiesa” perché è fondata su Dio Padre e su Gesù Cristo. San Paolo è riconoscente perché i cristiani vivono nella fede, nella speranza e nella carità perché hanno creduto al vangelo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace.
Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro.
Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione.
VANGELO
Continua la discussione tra Gesù e i suoi avversari che vogliono metterlo in difficoltà.
Gesù risponde con la famosa frase: “Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Per insegnarci che il cristiano deve essere impegnato sia nei confronti di Dio che nella società civile.
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
OMELIA
Dopo le parabole la controversia tra Gesù e i suoi avversari entra in quattro dispute.
La prima riguarda il tributo a Cesare.
I farisei fanno fare la domanda agli erodiani i quali erano sostenitori di Erode ed erano favorevoli ai Romani.
Cesare era l’imperatore Tiberio che governava dal 14 d.C. sulla moneta era scritto: “Tiberio Cesare Augusto, figlio del divino Augusto”.
Prima riflessione:
Per farci capire la sua volontà Dio si serve di tanti strumenti.
Ci sono quelli istituzionali: Chiesa, sacramenti, Parola di Dio….
Ma ci sono quelli che le circostanze ci mettono sulla strada della nostra vita: persone che incontriamo, avvenimenti, anche sofferenza e morte…
Occorre l’occhio e il cuore della FEDE per scorgere la volontà di Dio!
Seconda riflessione:
Ciò che sta a cuore a Gesù è il Regno di Dio che i suoi discepoli devono realizzare con lo Spirito Santo in qualsiasi situazione politica si trovano.
Non c’è bisogno si uno stato cristiano, né tanto meno la Chiesa deve avere un suo stato (!!!)
Il cristiano deve essere un fedele discepolo di Gesù e un cittadino onesto, serio che cerca anche la giustizia e la solidarietà umana per migliorare la vita, perché sa che la vita inizia con la nascita e raggiunge la perfezione in Paradiso.
Non disprezza la vita terrena !!!
ma cerca di migliorarla in tutti gli aspetti secondo le sue capacità e possibilità.
