Domenica 17 dicembre 2023. III Domenica di Avvento. Anno B.

Santa Messa prefestiva Sabato 16 Dicembre 2023 nella chiesa di San Matteo alle ore 18. Con la benedizione dei Gesù Bambino da mettere nei presepi in casa.
Sante Messe festive Domenica 17 Dicembre 2023 ore 10,30 nella Chiesa di San Matteo ore 11 nella chiesa di Donato. Con la benedizione dei Gesù Bambino da mettere nei presepi in casa.

PREGHIERA
Guarda, o Padre, il tuo popolo che attende con fede il Natale del Signore, e fa’ che giunga a celebrare con rinnovata esultanza il grande mistero della salvezza.

PRIMA LETTURA
La lettura si divide in due parti:
Nella prima il Profeta descrive la sua missione come apportatore di pace e liberazione per i poveri e annunciatore della misericordia di Dio. Gesù fa sue queste parole nella sinagoga di Nazareth.
Nella seconda parte il profeta manifesta la sua gioia per la salvezza che ci dona Dio. Maria inizia il suo Magnificat con queste parole.

Dal libro del Profeta Isaia
Lo spirito del Signore Dio è su di me,
perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri,
a promulgare l’anno di grazia del Signore.
Io gioisco pienamente nel Signore,
la mia anima esulta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza,
mi ha avvolto con il mantello della giustizia,
come uno sposo si mette il diadema
e come una sposa si adorna di gioielli.
Poiché, come la terra produce i suoi germogli
e come un giardino fa germogliare i suoi semi,
così il Signore Dio farà germogliare la giustizia
e la lode davanti a tutte le genti.

Salmo Responsoriale
La mia anima esulta nel mio Dio.

L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.

Ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia.

SECONDA LETTURA
San Paolo esorta i suoi cristiani alla gioia, alla preghiera e a confidare nell’aiuto del Signore che è fedele alle sue promesse e se c’è l’impegno a camminare nel bene, nella pace e nella collaborazione si realizza la venuta di Gesù nella loro vita.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi.
Fratelli, siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.
Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male.
Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è colui che vi chiama: egli farà tutto questo!

VANGELO
Questo brano, usando la figura di Giovanni il Battista, vuole dirci chi è Gesù.
Gesù è la luce, è il Cristo, il profeta, il nuovo Mosè perché compie il prodigio più grande: battezza in Spirito Santo, cioè l’opera di rigenerazione dell’umanità

Dal vangelo secondo Giovanni
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

OMELIA
Il Vangelo ci presenta il secondo personaggio che ci guida nel cammino di Avvento: Giovanni Battista.
La sua missione è quella di preparare i cuori ad accogliere Gesù.
Questa preparazione si chiama “Conversione”.
Che cosa si intende con questa parola ?
Come le parole “Avvento”, “speranza”, “attesa” anche la parola “conversione” fa parte della nostra vita. Potremmo tradurla così: ricerca di miglioramento.
Tutto e sempre dovrebbe essere in miglioramento.
Dal punto di vista personale chiamiamo il miglioramento educazione, cultura, maturità, saggezza. Dal punto di vista sociale lo chiamiamo civiltà, costume, democrazia.
La ricerca di miglioramento si fonda sulla nostra sete di felicità e sulla consapevolezza del nostro limite che tentiamo sempre di superare.
In questa ricerca ci sono anche delle difficoltà che dobbiamo cercare di superare anche con fatica, cercando di non fare passi indietro.
Difficoltà personali sono la stanchezza non solo fisica, la perdita di entusiasmo e lo scoraggiamento di fronte agli insuccessi.
Difficoltà sociali sono i difficili rapporti con gli altri dati dalle differenze di cultura, dai comportamenti ingiusti e violenti che non permettono lo sviluppo della civiltà nella pace.
Oggi stiamo vivendo queste difficoltà in modo molto forte.
Anche la nostra vita di fede ha bisogno di conversione, cioè di ricerca di miglioramento.
Dobbiamo migliorare sempre il nostro rapporto con Dio e il nostro rapporto di amore verso i fratelli.
Credo che il punto di partenza per qualsiasi miglioramento sia il rendersi conto della nostra situazione di difetto e della necessità di essere sempre in una tensione di crescita.
Dobbiamo lottare contro il “va bene così” oppure contro la certezza di essere nel giusto e di non aver bisogno di cambiamento.
L’invito di Giovanni Battista alla conversione è sempre attuale!

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