Santa Messa prefestiva Sabato 20 Gennaio 2024 alle ore 18 nella Chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 21 Gennaio 2024 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo, alle ore 11 nella Chiesa di San Donato e nella chiesa di Santa Maria di Castello.
PREGHIERA
Dio onnipotente ed eterno, guida i nostri atti secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone.
PRIMA LETTURA
Il libro di Giona è stato scritto per insegnare al popolo di Israele che la salvezza proposta da Dio è universale. Le condizioni richieste sono credere a Dio e abbandonare il male. Il popolo di Ninive (città della Mesopotamia – attuale Iraq) accoglie l’invito di Giona, crede a Dio e si converte dal male.
Dal libro del profeta Giona
Fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Alzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.
Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli. Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.
Salmo Responsoriale
Fammi conoscere, Signore, le tue vie.
Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.
Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.
Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.
SECONDA LETTURA
San Paolo ci insegna l’atteggiamento di fondo che deve avere il cristiano di fronte alla realtà del mondo e della vita: non attaccarsi in modo esagerato a nulla, perché tutto passa, anche le realtà che ci stanno più a cuore. San Paolo espone questo insegnamento usando degli esempi da prendere come tali e non alla lettera.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero piena-mente: passa infatti la figura di questo mondo!
VANGELO
L’Evangelista Marco ci presenta l’inizio dell’attività di Gesù:
Gesù annuncia il compiersi dei tempi di Dio
il realizzarsi del suo regno
l’esigenza di adesione con il credere e il cambiare vita.
Dal vangelo secondo Marco
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
OMELIA
Siamo nell’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani.
Facciamo una breve storia delle divisioni tra i cristiani per invitarci a pregare perché si ristabilisca quella unità che era all’inizio del cristianesimo.
BREVE STORIA DELLE DIVISIONI NELLA CHIESA
Gesù si lascia presente nei suoi discepoli
Pentecoste inizia la predicazione della Chiesa: la comunità è attorno agli apostoli
64 martirio di Pietro e Paolo a Roma
70 distruzione di Gerusalemme e dispersione anche dei cristiani
Primo cristianesimo: fino alla morte dei discepoli degli apostoli ( 150)
SCISSIONI NELLA CHIESA ( le più importanti)
450 la chiesa Copta ( Egitto)
1054 chiese ortodosse: concordano dottrina, culto e sacramenti, non accettano il primato di Roma e l’infallibilità del Papa.
1176 chiesa valdese (Piemonte e Valle d’Aosta) ricercano la povertà seguendo le beatitudini ( S. Francesco segue un’altra strada)
1517 Lutero affigge le 95 tesi a Wittemberg: inizia la RIFORMA:
stacco da Roma, libera interpretazione della Bibbia dottrina della predestinazione e della Grazia.
I Protestanti si dividono in LUTERANI, CALVINISTI (Chiese riformate e chiese presbiteriane): osservano il battesimo, la santa cena, la Bibbia.
1534 Enrico VIII si autoproclama capo supremo della chiesa inglese: nascono gli ANGLICANI che seguono Lutero mantenendo il clero e l’episcopato
LA CHIESA CATTOLICA ROMANA
1) Ha come punti di riferimento:
La SCRITTURA (La Bibbia)
La TRADIZIONE ( la fedeltà ai riti, la venerazione in Maria e nei santi )
Il MAGISTERO (i sacerdoti, i vescovi e il papa come espressione del primato di Pietro)
2) Sono presenti le comunità religiose di monaci, suore e laici.
3) I SACRAMENTI SONO SETTE
4) CREDONO E VENERANO MARIA
COME MADRE DI DIO
5) Il rito religioso è la MESSA feriale e festiva .
Partecipare alla Messa festiva è un PRECETTO che si rifà ai dieci comandamenti di santificare le feste.
La CONSACRAZIONE DEL PANE E DEL VINO AVVIENE DAVANTI AL POPOLO E L’OSTIA è PANE AZZIMO.
La LITURGIA è abbastanza semplice ed è partecipata da tutti i fedeli.
Le chiese hanno molte immagini che rappresentano le storie della Bibbia, di Maria e dei Santi.
LA CHIESA ORTODOSSA
1) Ha come punti di riferimento:
La SCRITTURA (La Bibbia)
La SACRA TRADIZIONE ( la fedeltà ai riti, la venerazione in Maria e nei santi ecc)
IL CONCILIO ECUMENICO quale unione dei vescovi o patriarchi , i sacerdodi si possono sposare ma non potranno diventare vescovi.
2)Molto importanti sono le comunità di monaci, non possono sposarsi
3) I SACRAMENTI SONO SETTE
Ma i primi tre sacramenti sono impartiti insieme come nelle prime comunità cristiane.
4) CREDONO E VENERANO MARIA COME MADRE DI DIO
5)La messa è solo domenicale non è un precetto ed ha un rito molto complesso e lungo.
La CONSACRAZIONE AVVIENE DIETRO AD UNA TENDA, come gli antichi sacerdoti ebrei quando pregavano davanti all’arca dell’alleanza.
Usano il pane lievitato.
Le chiese hanno immagini (Icone)
LA CHIESA PROTESTANTE O DELLA RIFORMA
1)Ha come punti di riferimento:
la GIUSTIFICAZIONE DELLA FEDE
la SOLA SCRITTURA.
2) NON C’è IL CLERO, ci sono le guide spirituali chiamate Pastori.
Non esiste il sacerdozio.
3) I sacramenti sono solo due Battesimo ed Eucarestia, è solo memoria della cena del Signore il pane e il vino benedetti durante la funzione non rimangono corpo e sangue di Gesù ma rimangono solo pane e solo vino.
4) il rito è domenicale e si basa sulle letture, che vengono spiegate dal Pastore.
Non venerano Maria e non la eleggono madre di Dio.
Non venerano i santi e nelle loro chiese non hanno immagini.
LA CHIESA ANGLICANA
1)La chiesa Anglicana è la chiesa d’Inghilterra, essa si costituisce in forma indipendente con Enrico VIII, da allora il capo della chiesa è il sovrano.
2)Pur rifiutando il primato di Pietro nella figura del papa di Roma, conserva la gerarchia sacerdotale (i sacerdoti possono sposarsi) e la liturgia è molto simile a quella cattolica.
Da quando nella chiesa anglicana sono state ordinate delle donne sacerdote, molti hanno richiesto l’ingresso nella chiesa cattolica e gli è stato accordato.
3) Importante come riferimento spirituale e di difesa della fede è il Primate (vescovo) di Canterbury
Nel tempo ordinario di questo anno “B” del ciclo delle letture domenicali la liturgia ci propone il vangelo secondo Marco.
Diamo alcune note su questo Vangelo.
Conosciamo l’evangelista Marco soprattutto dagli Atti degli apostoli e dalle lettere di San Paolo. Suo madre era Maria, donna benestante di Gerusalemme nella cui casa si radunavano i primi discepoli dopo la Pentecoste. Si ritiene che Marco sia quel giovinetto che nel Getzemani fuggì via nudo lasciando in mano a coloro che volevano catturarlo la sola tunica di cui era vestito. Marco era cugino di Barnaba con il quale fece il primo viaggio missionario di San Paolo.
In seguito Marco seguì San Pietro a Roma e divenne suo interprete. Lo ritroviamo anche con San Paolo che lo manda in Asia minore e poi lo richiama a Roma.
La tradizione ci consegna Marco come autore del secondo Vangelo che scrisse intorno agli anni 65-70 riportando la predicazione e la testimonianza dell’apostolo Pietro.
Perché Marco scrisse il Vangelo? Ce lo dice nell’introduzione: per annunciare la lieta notizia che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio.
Marco, scrivendo il suo vangelo soprattutto per i cristiani di Roma, riporta gli episodi della vita di Gesù che potevano essere compresi dai suoi lettori, soprattutto miracoli di guarigioni e vittoria sugli spiriti maligni. E’ interessante notare che Marco conclude il suo vangelo mettendo in bocca al centurione romano che assiste alla morte di Gesù l’unica professione di fede esplicita sulla sua divinità.
Quello di Marco è il vangelo più breve ma è quello che contiene tanti piccoli particolari della vita concreta di Gesù, questo ce lo fa apprezzare per la sua immediatezza e semplicità.
Riflessione sul brano di questa domenica.
Le prime parole di Gesù: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino: convertitevi e credete al Vangelo”.
Gesù dichiara che è terminata l’attesa dell’umanità. Questa attesa si manifesta nelle religioni naturali e nella sete di felicità e di infinito che è nel cuore di ognuno.
Quest’attesa è terminata perché Dio si è avvicinato agli uomini, anzi in Gesù diventa presente nella storia e, con il suo Spirito, nel cuore di ogni persona.
Gesù ci invita ad accoglierlo e a credere in Lui, come hanno fatto i primi discepoli.
