Santa Messa prefestiva Sabato 27 Gennaio 2024 alle ore 18 nella Chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 28 Gennaio 2024 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo, alle ore 11 nella Chiesa di San Donato e nella chiesa di Santa Maria di Castello.
PREGHIERA
Dio grande e misericordioso, concedi a noi tuoi fedeli di adorarti con tutta l’anima e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo.
PRIMA LETTURA
Dio promette al suo popolo di suscitare in mezzo ad esso un profeta con il compito di portare la parola di Dio. Il profeta è intermediario tra Dio e il suo popolo e deve essere fedele trasmettitore dei voleri di Dio. Di questo è responsabile con la sua vita stessa
Dal libro del Deuteronòmio
Mosè parlò al popolo dicendo: «Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui da-rete ascolto. Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: “Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia”.
Il Signore mi rispose: “Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene do-manderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire”».
Salmo Responsoriale
Ascoltate oggi la voce del Signore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.
Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere».
SECONDA LETTURA
San Paolo ci dice che in tutte le situazioni nelle quali il cristiano vive deve sempre mettere davanti a sé il seguire ciò che Gesù ci dice: infatti tante sono le occasioni di distrazione da ciò che è fondamentale nella vita del cristiano, cioè l’essere discepolo di Gesù.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposa-to si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!
Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle co-se del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa pia-cere al marito.
Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, sen-za deviazioni.
VANGELO
L’evangelista Marco ci presenta Gesù come il nuovo Mosè: insegna con autorità una dottrina nuova.
Gesù compie anche dei segni, dei miracoli, che servono a indicare che la missione di Gesù è quella di vincere il male e portare la vita che non finisce.
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnaménto nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
OMELIA
Nel tempo ordinario di questo anno “B” del ciclo delle letture domenicali la liturgia ci propone il vangelo secondo Marco.
Diamo alcune note su questo Vangelo.
Conosciamo l’evangelista Marco soprattutto dagli Atti degli apostoli e dalle lettere di San Paolo. Suo madre era Maria, donna benestante di Gerusalemme nella cui casa si radunavano i primi discepoli dopo la Pentecoste. Si ritiene che Marco sia quel giovinetto che nel Getzemani fuggì via nudo lasciando in mano a coloro che volevano catturarlo la sola tunica di cui era vestito. Marco era cugino di Barnaba con il quale fece il primo viaggio missionario di San Paolo.
In seguito Marco seguì San Pietro a Roma e divenne suo interprete. Lo ritroviamo anche con San Paolo che lo manda in Asia minore e poi lo richiama a Roma.
La tradizione ci consegna Marco come autore del secondo Vangelo che scrisse intorno agli anni 65-70 riportando la predicazione e la testimonianza dell’apostolo Pietro.
Perché Marco scrisse il Vangelo? Ce lo dice nell’introduzione: per annunciare la lieta notizia che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio.
Marco, scrivendo il suo vangelo soprattutto per i cristiani di Roma, riporta gli episodi della vita di Gesù che potevano essere compresi dai suoi lettori, soprattutto miracoli di guarigioni e vittoria sugli spiriti maligni. E’ interessante notare che Marco conclude il suo vangelo mettendo in bocca al centurione romano che assiste alla morte di Gesù l’unica professione di fede esplicita sulla sua divinità.
Quello di Marco è il vangelo più breve ma è quello che contiene tanti piccoli particolari della vita concreta di Gesù, questo ce lo fa apprezzare per la sua immediatezza e semplicità.
RIFLESSIONE
Il Vangelo di Marco inizia con il titolo: “ Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio”. Segue una breve ambientazione storica:
L’evangelista presenta la predicazione di Giovanni Battista nel deserto e il significato della sua missione: un battesimo di penitenza per preparare la via al Signore.
Anche Gesù i fa battezzare da Giovanni e in quest’occasione riceve dal Padre conferma della sua missione. Poi Gesù subisce le tentazioni nel deserto.
Quindi inizia il suo ministero quando Giovanni viene arrestato e chiama i primi discepoli.
Dopo questa ambientazione il Vangelo di Marco ci presenta una giornata tipica di Gesù.
E’ il brano che abbiamo ascoltato:
Gesù entra nella sinagoga di Cafarnao e insegna. Il suo insegnamento è particolare perché dimostra autorità. L’evangelista per mettere in evidenza questo confronta l’insegnamento di Gesù con quello degli scribi i quali insegnavano riportando la tradizione e le spiegazioni dei grandi maestri. Gesù insegna dicendo parole sue,
è lui la fonte del suo insegnamento. Quasi a sottolineare questa sua autorità Gesù compie un miracolo liberando una persona dal maligno. Questo primo insegnamento di Gesù e il conseguente miracolo si concludono con l’ammirazione degli uditori che gli riconoscono autorità sia nella parola che nei fatti che compie.
L’evangelista mettendo insieme l’insegnamento di Gesù e il fatto prodigioso vuole dirci che Gesù ci porta qualcosa di nuovo: la liberazione dal male.
Questo male è rappresentato dalla cattiveria dello spirito che è detto “impuro”.
L’impurità morale è la cattiveria nel comportamento che si manifesta nell’egoismo, nel disprezzo degli altri, nella violenza, nello sfruttamento, nella volontà di dominare gli altri, nel pensare solo al proprio interesse calpestando gli altri.
Gesù anche con noi ha compiuto questo miracolo.
Ognuno di noi ha ricevuto tanti doni naturali e soprannaturali che ci mettono in grado di vincere la cattiveria seguendo l’insegnamento di Gesù. Occorre la nostra volontà, il nostro impegno. E’ il cammino della vita. Se seguiamo l’insegnamento di Gesù sapendo che Lui ha vinto il male abbiamo tutti gli strumenti per fare altrettanto.
Oggi il vangelo ci invita a meravigliarci di ciò che abbiamo ricevuto perché rinnoviamo il nostro impegno di discepoli di Gesù.
