Domenica 30 giugno 2024. Domenica XIII del tempo Ordinario

Santa Messa prefestiva Sabato 29 Giugno 2024 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 30 Giugno 2024 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo e alle ore 11 nelle chiese di San Donato e di Santa Maria di Castello.

PREGHIERA
O Dio, che ci hai reso figli della luce con il tuo Spirito di adozione, fa che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore, ma restiamo sempre luminosi nello splendore della verità.

PRIMA LETTURA
Questo brano vuole dare una risposta alla domanda: Perché Dio ha creato l’uomo con dentro il male e la morte?
Dio ha creato la vita e l’uomo per la vita. Tutta la creazione è “molto buona”.
Il male e la morte sono opera del maligno.

Dal libro della Sapienza
Dio non ha creato la morte
e non gode per la rovina dei viventi.
Egli infatti ha creato tutte le cose perché esistano;
le creature del mondo sono portatrici di salvezza,
in esse non c’è veleno di morte,
né il regno dei morti è sulla terra.
La giustizia infatti è immortale.
Sì, Dio ha creato l’uomo per l’incorruttibilità,
lo ha fatto immagine della propria natura.
Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo
e ne fanno esperienza coloro che le appartengono.

Salmo Responsoriale
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,
non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera ospite è il pianto
e al mattino la gioia.

Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!
Hai mutato il mio lamento in danza,
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.

SECONDA LETTURA
San Paolo invita i cristiani di Corinto ad essere generosi nell’aiutare la comunità di Gerusalemme che si trova in difficoltà economiche.
La motivazione di San Paolo è la seguente:
Con la carità si fa uguaglianza perché i cristiani dalla comunità di Gerusalemme hanno ricevuto l’annuncio del Vangelo (la più grande ricchezza) e ora sono chiamati a restituire un favore per mezzo dell’aiuto materiale ( la ricchezza materiale).

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, come siete ricchi in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella conoscenza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così siate larghi anche in quest’opera generosa.
Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo del-la sua povertà.
Non si tratta di mettere in difficoltà voi per sollevare gli altri, ma che vi sia uguaglianza. Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza, come sta scritto: «Colui che raccolse molto non abbondò e colui che raccolse poco non ebbe di meno».

VANGELO
Continua la presentazione di Gesù: è il salvatore che porta la vita.
Guarisce una fanciulla di 12 anni e una donna ammalata da 12 anni.
Gesù è il portatore della vera vita: occorre credere in Lui.

Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

OMELIA
La Parola di Dio continua l’insegnamento rispondendo alla domanda: ”Chi è Gesù?”
L’evangelista presentandoci questi due miracoli ci vuole dire che Gesù manifesta la sua missione di salvezza vincendo anche le malattie e la morte.
L’evangelista mette attenzione nel raccontare l’atteggiamento di Gesù che compie i due miracoli.
La donna ammalata di emorragia sa di essere in uno stato di impurità legale quindi si nasconde tra la folla e furtivamente tocca il mantello di Gesù per essere guarita.
Gesù asseconda lo stato d’animo della donna e chiede chi l’ha toccato, guarda attorno per cercare la donna e suscita in lei la gioia dell’incontro. Gesù raccoglie le confidenze di lei e la congeda augurandole pace e rassicurandola sulla sua guarigione ottenuta non per aver toccato il mantello ma per aver avuto fede.
La tradizione ci dice che questa donna si chiamava Veronica e che sarebbe stata lei ad asciugare il volto di Gesù lungo la via dolorosa del Calvario.
Nel miracolo della risurrezione della giovinetta la delicatezza di Gesù si manifesta nel presentarsi in casa di Giairo con solo tre discepoli e nel lenire il dolore dei genitori chiamando la morte: “sonno”.
La tradizione della chiesa da questa espressione di Gesù chiama la morte: “addormentarsi nel Signore”.
In ultimo Gesù si preoccupa che alla fanciulla risuscitata fosse dato il cibo necessario per riprendere le forze.
Il modo di comportarsi di Gesù è per noi un insegnamento molto significativo: anche noi possiamo lenire la sofferenza dei fratelli con attenzione e delicatezza cercando di capire gli stati d’animo e le situazioni di coloro che incontriamo.
Questi sono i miracoli che possiamo compiere anche noi!

Torna in alto