Domenica 4 agosto 2024. Domenica XVIII del Tempo Ordinario.

Santa Messa festiva Domenica 04 AGOSTO 2024 ore 11 nella chiesa di Santa Maria di Castello.

PREGHIERA
Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre, e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova l’opera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato

PRIMA LETTURA
Questa lettura vuole dirci che Dio è vicino al suo popolo e il cammino verso la liberazione è migliore della schiavitù anche se richiede più impegno,

Dal libro dell’Esodo
In quei giorni, nel deserto tutta la comunità degli Israeliti mormorò contro Mose e contro Aronne. Gli Israeliti dissero loro: «Fossimo morti per mano del Signore nella terra d’Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà! Invece ci avete fatto uscire in questo deserto per far morire di fame tutta questa moltitudine».
Allora il Signore disse a Mose: «Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà à raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perché io lo metta alla prova, per vedere se cammina o no secondo la mia legge. Ho inteso la mormorazione degli Israeliti. Parla loro così: “Al tramonto mangerete carne e alla mattina vi sazierete di pane; saprete che io sono il Signore, vostro Dio”».
La sera le quaglie salirono e coprirono l’accampamento; al mattino c’era uno strato di rugiada intorno all’accampamento. Quando lo strato di rugiada svanì, ecco, sulla superficie del deserto c’era una cosa fine e granulosa, minuta come è la brina sulla terra. Gli Israeliti la videro e si dissero l’un l’altro: «Che cos’è?», perché non sapevano che cosa fosse. Mose disse loro: «E il pane che il Signore vi ha dato in cibo».

Salmo Responsoriale
Donaci, Signore, il pane del cielo.

Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato
non lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto.

Diede ordine alle nubi dall’alto
e aprì le porte del cielo;
fece piovere su di loro la manna per cibo
e diede loro pane del cielo.

L’uomo mangiò il pane dei forti;
diede loro cibo in abbondanza.
Li fece entrare nei confini del suo santuario,
questo monte che la sua destra si è acquistato.

SECONDA LETTURA
San Paolo ci ricorda che Gesù riempie la nostra vita perché ci ha fatti “uomo nuovo”.
La vita cristiana è un cammino di rinnovamento nello spirito che ci fa ricercare la giustizia e la santità.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, vi dico e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani con i loro vani pensieri.
Voi non così avete imparato a conoscere il Cristo, se davvero gli avete dato ascolto e se in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, ad abbandonare, con la sua condotta di prima, l’uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli, a rinnovarvi nello spirito della vostra mente e a rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità.

VANGELO
Continua il capitolo sesto di San Giovanni sul pane di vita.
Nel brano che ci propone oggi la liturgia Gesù vuole farci capire che la moltiplicazione dei pani è un segno per capire Lui.
Gesù si presenta come mandato dal Padre a portare la pienezza dell’uomo e questo è qualcosa che riempie la vita per sempre, non ammuffisce, come la manna.

Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbi, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mose che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

OMELIA
Dopo la moltiplicazione dei pani Gesù inizia l’insegnamento nella sinagoga di Cafarnao su questo “segno”.

Facciamo la prima riflessione su questa parola: Gesù si presenta a noi come il segno attraverso il quale il Padre, Dio, si manifesta all’umanità.
SEGNO: Dio si comunica a noi con SEGNI per rispettare la nostra libertà
Il PANE è segno.
Gesù rimprovera gli ascoltatori perché non hanno accolto il miracolo della moltiplicazione dei pani come SEGNO ma come risposta alla fame.

Segno vuol dire che Gesù è una persona che si può vedere, sentire, toccare attraverso la quale Dio si incontra con l’umanità.
Per accogliere e leggere il miracolo come SEGNO occorre la FEDE:
Gesù invita i suoi ascoltatori a vedere il segno di Dio attraverso la storia della salvezza: la manna.
Come Dio ho dato la manna, ora con Gesù, suo figlio, dà il pane che sazia in eterno perché il pane è segno della sua PERSONA:
NON è un riempirsi la pancia
MA è un incontro personale.

Seconda riflessione:
Che cosa vuol dire: incontro personale?
Vuol dire che tra due persone avviene uno scambio
Ci si incontra con una persona quando si lascia che questa persona entri un po’ nel nostro cuore, quando condividiamo un po’ della nostra vita.
Incontro con Gesù:
Gesù ci dona la sua vita (sangue)
Credere che Gesù è il pane di Dio vuol dire accettare che il senso della nostra vita è quello che ci propone Gesù: la vita è un dono. Noi ci accettiamo come dono dell’amore di Dio e ci realizziamo quando e quanto ci facciamo dono per il nostro prossimo.

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