Domenica 15 settembre 2024. Domenica XXIV del tempo Ordinario.

Santa Messa prefestiva Sabato 14 SETTEMBRE 2024 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 15 SETTEMBRE 2024 alle ore 11 nelle chiese di San Donato e di Santa Maria di Castello.

PREGHIERA
O Dio, che hai creato e governi l’universo, fa’ che sperimentiamo la potenza della tua misericordia, per dedicarci con tutte le forze al tuo servizio.

PRIMA LETTURA
Nell’Antico Testamento il Profeta Isaia aveva già presentato il Servo di Dio, il Messia, come servo sofferente.
Questo brano mette in evidenza le seguenti caratteristiche:
Il servo accetta con docilità la sua missione
non indietreggia nelle difficoltà
sopporta pazientemente gli oltraggi
La ragione per cui non si accascia è l’aiuto di Dio e la ferma fiducia che il Servo ha in Lui. Per questo, anche se accusato, ha la certezza della vittoria.

Dal libro del profeta Isaia
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso. È vicino chi mi rende giustizia: chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci. Chi mi accusa? Si avvicini a me.
Ecco, il Signore Dio mi assiste: chi mi dichiarerà colpevole?

Salmo Responsoriale
Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.

Amo il Signore, perché ascolta
il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l’orecchio
nel giorno in cui lo invocavo.

Mi stringevano funi di morte,
ero preso nei lacci degli inferi,
ero preso da tristezza e angoscia.
Allora ho invocato il nome del Signore:
«Ti prego, liberami, Signore».

Pietoso e giusto è il Signore,
il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge i piccoli:
ero misero ed egli mi ha salvato.

Sì, hai liberato la mia vita dalla morte,
i miei occhi dalle lacrime,
i miei piedi dalla caduta.
Io camminerò alla presenza del Signore
nella terra dei viventi.

SECONDA LETTURA
San Giacomo è una persona molto concreta e ci ricorda che avere fede vuol dire compiere ogni giorno azioni di fede che sono le azioni di giustizia e di carità verso il nostro prossimo.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo
A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha opere? Quella fede può forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta.
Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede».

VANGELO
Siamo al centro del Vangelo di Marco.
L’evangelista proclama che Gesù è il Messia e la sua missione si realizzerà nella sofferenza.
Questo annuncio è sconvolgente anche per i suoi discepoli che lo comprenderanno solo dopo la Pentecoste.

Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

OMELIA
Il brano è il centro del Vangelo di Marco.
Gesù chiarisce la situazione e pone due domande:
la gente che cosa pensa di Lui?
I discepoli che cosa pensano di Lui?
Pietro risponde e Gesù chiarisce: il Messia fa la volontà del Padre,
Pietro non comprende e riceve un rimprovero severo da Gesù.
Gesù si rivolge a tutti: seguire lui è fare la volontà del Padre!

Riflettiamo su due affermazioni di Gesù:
1) “ognuno prenda la sua croce”
Prendere la croce vuol dire vivere la situazione, l’oggi della vita, tenendo in mano la nostra vita.
Non lasciarsi prendere da affanno e scoraggiamento perché ogni momento della vita è importante, ogni situazione, anche quella che può sembrare più disperata, è preziosa e fruttuosa. Non è mai inutile! Perché la croce da valore a tutta la nostra vita.

2)”chi perderà la propria vita la salverà”
Gesù è l’esempio della vita fatta “dono” per amore: amore verso il Padre, amore verso l’umanità.
Donare può sembrare perdere qualcosa. In realtà ogni dono di amore è acquisto del tesoro più importante perché è il tesoro che non muore, non marcisce, ci procura oggi la vera gioia e dura per l’eternità.

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