Santa Messa prefestiva Sabato 12 Ottobre 2024 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 13 Ottobre 2024 alle ore 10,30 nella chiesa di san Matteo, alle ore 11 nella chiesa di San Donato e nella chiesa di Santa Maria di Castello.
PREGHIERA
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore, perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene.
PRIMA LETTURA
Il libro della sapienza è stato scritto nel primo secolo avanti Cristo (è l’ultimo dell’ A.T.) è scritto in greco in ambiente ellenistico (Alessandria d’Egitto). L’autore lo mette in bocca a Salomone, il personaggio più saggio della storia di Israele.
Il brano che ascoltiamo è tratto dalla seconda sezione nella quale si espone l’origine e la natura della sapienza e i modi per poterla ottenere.
Dal libro della Sapienza
Pregai e mi fu elargita la prudenza,
implorai e venne in me lo spirito di sapienza.
La preferii a scettri e a troni,
stimai un nulla la ricchezza al suo confronto,
non la paragonai neppure a una gemma inestimabile,
perché tutto l’oro al suo confronto è come un po’ di sabbia
e come fango sarà valutato di fronte a lei l’argento.
L’ho amata più della salute e della bellezza,
ho preferito avere lei piuttosto che la luce,
perché lo splendore che viene da lei non tramonta.
Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni;
nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.
Salmo Responsoriale
Saziaci, Signore, con il tuo amore:
gioiremo per sempre.
Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Rendici la gioia per i giorni in cui ci hai afflitti,
per gli anni in cui abbiamo visto il male.
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e il tuo splendore ai loro figli.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.
SECONDA LETTURA
Continua la lettera agli ebrei.
Oggi ci viene presentata l’efficacia della Parola di Dio: entra nel profondo del cuore dell’uomo e aiuta a valutare la realtà e le scelte della vita. Davanti alla Parola non ci si può nascondere perché l’amore del Signore è presente nel profondo del cuore di ognuno.
Dalla lettera agli Ebrei
La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto.
VANGELO
L’episodio che ci riporta questo brano del Vangelo ci dice che Dio non vuole un’osservanza materiale della sua parola, ma occorre un cuore che sia rivolto al Signore e cerchi di amarlo sopra ogni cosa.
La ricchezza che ostacola la decisione di amore del cuore è l’egoismo e l’attaccamento smodato a noi stessi e alle cose di questo mondo.
Dal vangelo secondo Marco
[In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?».
Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».] Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».
OMELIA
Il Vangelo inizia con la richiesta della “VITA ETERNA”
Termina con la promessa della “VITA ETERNA”
Ciò che sta in mezzo tra richiesta e promessa è la spiegazione che dà Gesù.
Che cos’è la vita eterna?
Non è una cosa o uno stato
MA è Gesù stesso: “seguimi”
Gesù che ci ama: “lo amò”
La vita eterna è questo rapporto personale di amore più forte della morte.
Questo rapporto di amore è ESCLUSIVO
Che cosa vuol dire?
Non vuol dire che c’è Gesù e nessun altro
MA che il rapporto con Gesù
illumina
valorizza ( dà il giusto valore)
impreziosisce
tutti gli altri rapporti.
Esempi:
le persone
il creato
il lavoro
anche il danaro
La condizione è quella di mantenere il rapporto con Gesù al primo posto.
ETERNO contrario di TEMPO
Il tempo passa = è un punto nella linea del tempo
L’eterno rimane
La vita che rimane è Gesù
perché il suo amore non passa ma rimane sempre
vuol dire che illumina, valorizza ogni punto del tempo
Con Gesù tutto acquista in suo vero valore: tutto è prezioso
Gesù ci insegna e aiuta ad usare tutto in modo giusto.
SAN DONATO D’AREZZO
Originario di Nicomedia, ancora fanciullo Donato si trasferì a Roma con la famiglia, e qui fu educato dal prete Pimenio e fatto chierico. Caduti vittime delle persecuzioni romane di Giuliano l’Apostata i suoi devoti genitori e Pimenio, Donato fuggì ad Arezzo e fu accolto dal monaco Ilariano. Con lui operò tra il popolo conversioni e prodigi: resuscitò una donna di nome Eufrosina; donò la vista ad una povera cieca di nome Siriana; liberò dal demonio Asterio, figlio del prefetto. Ordinato prima diacono e quindi sacerdote dal vescovo Satiro, Donato proseguì la sua opera con predicazioni in città e nelle campagne circostanti. Alla morte di Satiro venne scelto a succedergli e quindi ordinato vescovo da papa Giulio I, prodigandosi nel suo mandato pastorale assieme al diacono Antimo. Del suo periodo episcopale la leggenda tramanda un crescendo di interventi prodigiosi che avrebbero indotto le autorità ad accusarlo della pratica di arti magiche. Il prefetto di Arezzo, Quadraziano, lo avrebbe quindi fatto arrestare e decapitare il 7 agosto 362. Protettore di Arezzo, Donato è celebratissimo in città, che nella cattedrale custodisce il suo corpo in una ricca arca marmorea con decine di formelle narranti la vita e i suoi miracoli, alla quale hanno lavorato artisti insigni. Della vita di San Donato si ha conoscenza da un’antica ‘Passio’ scritta da Severino, suo successore sulla cattedra vescovile di Arezzo. Il documento porta in sé notizie certe ma anche altre che nel tempo sono state confutate dagli stessi agiografi. Ad esempio è spesso posta in dubbio la stessa qualifica di martire, poiché in molti antichi documenti egli è menzionato solo con gli appellativi di ‘episcopi et confessoris’.