Santa Messa prefestiva Sabato 2 Novembre 2024 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messa festive Domenica 3 Novembre 2024 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo, alle ore 11 nelle chiese di San Donato e di Santa Maria di Castello.
PREGHIERA
Dio onnipotente e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi fedeli il dono di servirti in modo lodevole e degno; fa’ che camminiamo senza ostacoli verso i beni da te promessi.
PRIMA LETTURA
Questo brano contiene una parte della preghiera che gli ebrei recitano ogni giorno.
In questa preghiera è contenuto il comandamento di amare Dio. E’ il comandamento fondamentale.
Dal libro del Deuteronomio
Mosè parlò al popolo dicendo: «Temi il Signore, tuo Dio, osservando per tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il figlio del tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi che io ti do e così si prolunghino i tuoi giorni.
Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica, perché tu sia felice e diventiate molto numerosi nella terra dove scorrono latte e miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto.
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.
Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore».
Salmo Responsoriale
Ti amo, Signore, mia forza.
Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore.
Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.
Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato.
SECONDA LETTURA
Gesù, Figlio di Dio morto e risorto è sacerdote in eterno e il sacrificio della sua sua morte in croce è unico e ottiene da Dio Padre la salvezza dell’umanità.
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, [nella prima alleanza] in gran numero sono diventati sacerdoti, perché la morte impediva loro di durare a lungo. Cristo invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore.
Questo era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli. Egli non ha bisogno, come i sommi sacerdoti, di offrire sacrifici ogni giorno, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo: lo ha fatto una volta per tutte, offrendo se stesso.
La Legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza; ma la parola del giuramento, posteriore alla Legge, costituisce sacerdote il Figlio, reso perfetto per sempre.
VANGELO
Gesù unificando il comandamento di amare Dio con quello di amare il prossimo ci indica concretamente il cammino del discepolo verso il Regno di Dio.
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
OMELIA
I comandamenti di amare Dio e amare il prossimo sono collegati tanto da formare un unico comandamento.
Come possiamo concretizzare l’amore verso Dio?
Il primo atteggiamento è il ringraziamento che dobbiamo alimentare nel nostro cuore e manifestare nel ringraziamento della comunità nel giorno del Signore con l’Eucarestia.
Il secondo atteggiamento è rinnovare la nostra fede seguendo la Chiesa, nostra madre, che ci aiuta ad accrescerla e approfondirla con la preghiera e lo studio.
Come possiamo concretizzare l’amore verso il prossimo?
Si potrebbe fare un elenco di atteggiamenti ma credo che tutto si possa riassumere nel rispetto della persona umana. In quanto credenti siamo chiamati a considerarci figli di Dio e quindi fratelli.
Le difficoltà dei rapporti con il prossimo spesso mettono in crisi il rapporto interpersonale. In questo caso occorre che emerga la fede per farci riscoprire l’amore di Dio che ci invita al perdono e alla tolleranza.
