Domenica 22 dicembre 2024. Domenica IV di Avvento.

Santa Messa prefestiva Sabato 21 Dicembre 2024 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messa festive Domenica 22 Dicembre 2024 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo, alle ore 11 nella chiesa di San Donato.

PREGHIERA
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu, che nell’annunzio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione.

PRIMA LETTURA
Questa profezia riguarda il luogo della nascita del Messia, di Gesù.
La città di Betlemme è presentata come il simbolo della fedeltà di Dio che mantiene le promesse fatte fin dall’inizio della creazione e nonostante tutte le infedeltà Dio realizzerà ciò che ha detto e porterà la pace in tutto il mondo per mezzo del suo Messia.

Dal libro del profeta Michea
Così dice il Signore:
«E tu, Betlemme di Èfrata,
così piccola per essere fra i villaggi di Giuda,
da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele;
le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti.
Perciò Dio li metterà in potere altrui,
fino a quando partorirà colei che deve partorire;
e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d’Israele.
Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore,
con la maestà del nome del Signore, suo Dio.
Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande
fino agli estremi confini della terra.
Egli stesso sarà la pace!».

Salmo Responsoriale
Signore, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Tu, pastore d’Israele, ascolta,
seduto sui cherubini, risplendi.
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.

Sia la tua mano sull’uomo della tua destra,
sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.

SECONDA LETTURA
Questa lettura ci aiuta ad entrare nel cuore di Gesù perché anche noi entriamo nel nostro:
Gesù è venuto in mezzo a noi per amore. Amore verso il Padre e amore nei nostri confronti.
Per questo ci insegna che anche noi dobbiamo vivere con amore nel profondo del nostro cuore.

Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, entrando nel mondo, Cristo dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: “Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà”».
Dopo aver detto: «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato», cose che vengono offerte secondo la Legge, soggiunge: «Ecco, io vengo per fare la tua volontà». Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo. Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre.

VANGELO
Maria, dopo aver accettato di essere la mamma di Gesù Figlio di Dio, va a trovare la cugina Elisabetta che è in attesa di Giovanni il Battista.
L’incontro si trasforma in una professione di fede nella presenza del Figlio di Dio nell’umanità per mezzo di Maria.

Dal vangelo secondo Luca
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo.
E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

OMELIA
In questa ultima domenica di Avvento riflettiamo sulla nostra preparazione al Santo Natale.
La Liturgia ci propone quattro guide:
Il Profeta Isaia che ci dice che dobbiamo attendere il Signore perché abbiamo bisogno di Lui.
E’ il primo atteggiamento dell’Avvento: avere bisogno di Dio e aspettarlo, non perché si sostituisca a noi ma perché ci aiuti ad essere noi stessi e ci indichi sempre il vero cammino della vita.
La seconda e la terza guida dell’Avvento sono Giovanni Battista e San Giuseppe.
Ci dicono che per accogliere Gesù dobbiamo essere giusti.
La giustizia è onestà, fare il proprio dovere, rispettare il prossimo e la natura ed essere solidali.
Questo è un linguaggio universale e una ricerca che deve unire tutta l’umanità.
La quarta guida è Maria Santissima che ci porta la Misericordia del Padre nel suo Figlio Gesù.
E’ l’amore del credente che cerca di avere Dio come modello, come forza e come mèta della sua vita perché crede che questa sia la vera realizzazione dell’umanità.

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