Domenica 4 maggio 2024. III Domenica di Pasqua.

Sabato 3 Maggio 2025 ore 18 Santa Messa prefestiva nella chiesa di San Matteo.
Domenica 4 Maggio 2025: ore 10,30 Santa Messa nella chiesa di San Matteo. Ore 11 nella chiesa di San Donato e nella Chiesa di Santa Maria di Castello.

PREGHIERA
Esulti sempre il tuo popolo, o Padre, per la rinnovata giovinezza dello spirito, e come oggi si allieta per il dono della dignità filiale, così pregusti nella speranza il giorno glorioso della risurrezione.

PRIMA LETTURA
Gli apostoli sanno scegliere l’amore verso il loro maestro, Gesù, di fronte alla persecuzione. Questa lettura ci insegna a confidare sempre nel Signore e non scoraggiarci di fronte alle difficoltà che provengono dagli uomini e dalla vita.

Dagli Atti degli Apostoli.
In quei giorni, il sommo sacerdote interrogò gli apostoli dicendo: «Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest’uomo».
Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono».
Fecero flagellare [gli apostoli] e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù. Quindi li rimisero in libertà. Essi allora se ne andarono via dal Sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù.

Salmo Responsoriale
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,
non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera ospite è il pianto
e al mattino la gioia.

Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!
Hai mutato il mio lamento in danza,
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.

SECONDA LETTURA
La visione che ci propone questo brano dell’Apocalisse vuole dirci che per mezzo dell’opera di salvezza di Gesù (L’Agnello) tutto il creato ritorna nell’ordine voluto dal progetto di Dio. Questo non subito, ma alla realizzazione piena alla fine dei tempi.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni Apostolo.
Io, Giovanni, vidi, e udii voci di molti angeli attorno al trono e agli esseri viventi e agli anziani. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia e dicevano a gran voce:
«L’Agnello, che è stato immolato,
è degno di ricevere potenza e ricchezza,
sapienza e forza,
onore, gloria e benedizione».
Tutte le creature nel cielo e sulla terra, sotto terra e nel mare, e tutti gli esseri che vi si trovavano, udii che dicevano:
«A Colui che siede sul trono e all’Agnello
lode, onore, gloria e potenza,
nei secoli dei secoli».
E i quattro esseri viventi dicevano: «Amen». E gli anziani si prostrarono in adorazione.

VANGELO
Al centro del brano del vangelo ci sono Gesù e Pietro.
La pesca miracolosa e il dialogo tra Gesù e Pietro vogliono dirci che Pietro è riconfermato nel suo ruolo di guida degli apostoli (nonostante il triplice tradimento) e che a tutti i discepoli è richiesto un rapporto di amore verso il Maestro.

Dal vangelo secondo Giovanni
[ In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti. ]
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

OMELIA

In questo tempo di Pasqua la Parola di Dio ci fa riflettere sul nostro cammino di fede.
Domenica scorsa ci ha presentato Tommaso con i suoi dubbi e la sua professione di fede perché ha visto e toccato.
Oggi ci presenta Pietro insieme ad alcuni apostoli.
Gli apostoli hanno bisogno di segni per credere in Gesù
Pietro è confermato come segno di Gesù.

I segni che ci dà Gesù sono di due tipi:
Segni ordinari:
Prima di tutto è la Chiesa fondata sugli apostoli sotto la guida di Pietro.
Oggi la Chiesa è guidata dai successori degli apostoli che sono i vescovi in comunione con il Papa, successore di San Pietro.
Nella Chiesa troviamo i segni che fanno incontrare Gesù:
La Parola di Dio annunciata e spiegata dal magistero della Chiesa
I Sacramenti che ci inseriscono e ci guidano nella vita cristiana
La carità che ci fa realizzare la fede nel rapporto con i fratelli.
Altro segno di Gesù è la creazione che ci richiama al Creatore e al suo amore che si manifesta nella pienezza dei tempi in Gesù, morto e risorto per noi.
Questi sono i segni normali che tutti hanno a disposizione e attraverso i quali possiamo scegliere liberamente di credere in Gesù.

Segni straordinari:
Sono doni particolari che Dio sceglie di fare a chi vuole.

Il nostro cammino di fede deve ricercare la normalità, non può essere la ricerca del segno straordinario che solo Dio concede secondo i suoi disegni misteriosi,

Dio ci ama nella normalità che è fatta di misericordia, di fedeltà e di tradimenti (come Pietro).
Accogliere i segni normali vuol dire accogliere la straordinarietà dell’amore di Dio che si manifesta nella nostra quotidianità.

Torna in alto