Santa Messa prefestiva Sabato 17 Maggio 2025 alle ore 18 nella Chiesa di San Matteo. Sante Messe festive Domenica 18 Maggio 2025 olle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo e alle ore 11 nella Chiesa di San Donato.
PREGHIERA
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l’eredità eterna.
PRIMA LETTURA
Ci presenta la conclusione del primo viaggio missionario di San Paolo. Ritornando indietro visita le comunità che aveva fondato, li esorta alla fedeltà, anche se qualche volta è difficile, e organizza gerarchicamente le comunità nominando degli anziani che le guidino.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Paolo e Bàrnaba ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia, confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede «perché – dicevano – dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni».
Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto. Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia e, dopo avere proclamato la Parola a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiòchia, là dove erano stati affidati alla grazia di Dio per l’opera che avevano compiuto.
Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede.
Salmo Responsoriale
Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.
Per far conoscere agli uomini le tue imprese
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è un regno eterno,
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.
SECONDA LETTURA
Questa visione descrive la definitiva sconfitta del male, che è rappresentato dal mare che scompare mentre cielo e terra vengono trasformati:
non ci sarà più la sofferenza e la nuova situazione è rappresentata come una festa di nozze per annunciare la presenza definitiva di Dio in mezzo all’umanità.
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Io, Giovanni, vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più.
E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.
Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva:
«Ecco la tenda di Dio con gli uomini!
Egli abiterà con loro
ed essi saranno suoi popoli
ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio.
E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi
e non vi sarà più la morte
né lutto né lamento né affanno,
perché le cose di prima sono passate».
E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose».
VANGELO
Siamo nel momento più alto dell’ultima cena. Gesù per 5 volte usa la parola “glorificare” per dire che ha raggiunto lo scopo della sua missione attraverso la sua passione morte e risurrezione. In questo momento Gesù dona ai discepoli il suo nuovo comandamento che sarà il modo di partecipare alla sua gloria e il metterlo in pratica sarà distintivo per loro.
Dal vangelo secondo Giovanni
Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».
OMELIA
Il tempo della Pasqua ci propone la riscoperta del nostro cammino di fede per incontrare Gesù.
Abbiamo visto i segni attraverso i quali si realizza questo incontro.
In questa domenica la Parola di Dio, e in modo particolare il Vangelo, ci indica il modo di incontrarlo che a Gesù sta più a cuore.
E’ un modo rivoluzionario, sconvolgente che veramente può cambiare la nostra vita personale e la vita di tutta l’umanità.
Questo modo è l’incontro personale con Gesù nella persona del “prossimo”
La caratteristica di questo modo di incontrare il prossimo è una piccola parola: ”come”.
Vuol dire:
allo stesso modo
con gli stessi fondamenti
con le medesime finalità
di Gesù.
Una parola racchiude questi tre aspetti del “come”: GLORIA.
La “gloria” di Gesù è la sua realizzazione che gli proviene dal Padre, Dio, come DONO infinito di amore e questo dono raggiunge la sua pienezza nel dono della vita che Gesù fa compiendo fino in fondo la volontà del Padre.
Quando noi siamo in questa strada?
1) Quando mettiamo a fondamento della nostra vita il riferimento a Dio attraverso Gesù. E’ la preghiera e soprattutto la Messa domenicale.
2)Quando concretizziamo questo valorizzando gli altri, tutti gli altri senza distinzioni, fino a farli raggiungere il valore che diamo a noi stessi e se riusciamo anche qualcosa in più.
3)Quando cerchiamo di superare le difficoltà che sicuramente incontriamo ogni giorno rinnovando la speranza nel Signore Gesù che manterrà le sue promesse e non saremo delusi nel raggiungimento della nostra vera “gloria”.
