Domenica 1 giugno 2025. Ascensione del Signore.

Santa Messa prefestiva Sabato 31 Maggio 2025 alle ore 18 nella Chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 1 Giugno 2025 olle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo e alle ore 11 nella Chiesa di San Donato e di Santa Maria di Castello.

PREGHIERA
Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero che celebra in questa liturgia di lode, poiché nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria.

PRIMA LETTURA
San Luca inizia il libro degli atti degli apostoli ricordando il suo vangelo e ne fa una sintesi annunciando il termine della missione visibile di Gesù e l’inizio dell’attività della Chiesa con la discesa dello Spirito Santo.

Dagli atti degli apostoli
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Salmo Responsoriale
Ascende il Signore tra canti di gioia.

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.

SECONDA LETTURA
Questo brano della lettera agli ebrei ci parla del sacerdozio di Gesù e ce lo presenta come unico, universale ed eterno e ci invita a rinnovare la nostra speranza perché Gesù è fedele alle sue promesse.

Dalla lettera agli Ebrei
Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte. Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.
Fratelli, poiché abbiamo piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, e poiché abbiamo un sacerdote grande nella casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero, nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.
Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno di fede colui che ha promesso.

VANGELO
Il brano ci presenta l’episodio dell’Ascensione di Gesù secondo il vangelo di Luca.
Da notare: la centralità della Risurrezione di Gesù
la missione universale degli apostoli come testimoni della
risurrezione
La gioia degli apostoli che scaturisce dallo stare insieme e dalla lode di Dio.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

OMELIA
La prima lettura e il vangelo ci presentano un fatto da due prospettive diverse.
Il fatto è l’Ascensione cioè il non vedere più Gesù, non toccarlo, non sentirlo. Gesù non è più riscontrabile dai nostri sensi.
Il vangelo ci presenta questo fatto come conclusione della missione terrestre del Messia, di Gesù figlio di Dio che con la sua vita, morte e risurrezione compie la volontà del Padre = è portato in cielo = ascensione.
La prima lettura ci presenta questo fatto come punto di partenza della missione della Chiesa nel mondo.
In tutte e due le prospettive l’attore principale è lo Spirito Santo che completa e nello stesso tempo anima la vita della Chiesa.
La costante nei due brani sia come conclusione della missione di Gesù sia come inizio della missione della Chiesa sono i discepoli che vengono designati in entrambe le prospettive come “testimoni”
La parola “testimone” richiama la verità, la fede e la coerenza.
La verità del “fatto Gesù”, di ciò che ha detto, ha insegnato, ha lasciato.
La fede, cioè il fidarsi di chi ha partecipato alla sua vita e alla sua esperienza storica che si prolunga nella storia attraverso lo Spirito Santo.
La coerenza che Gesù chiama:” conversione e perdono dei peccati”.
Conversione e perdono sono due termini profondamente umani.
La conversione è il cammino della vita che si svolge tra tentativi riusciti o irrisolti, tra esperienze positive o negative, tra successi o delusioni, tra vittorie o sconfitte.
Nonostante tutto è fondamentale camminare e il perdono (da parte di Dio,da parte degli altri, da parte di se stessi) è la forza che rinnova la gioia di vivere e la ricerca della felicità.
Il discepolo di Gesù compie questo cammino fidandosi della sua parola che ci assicura di essere amati da Dio nostro Padre e di essere sorretti dal suo Spirito fino a quando Lo raggiungeremo nel Regno.
Oggi questa testimonianza deve avere sempre le caratteristiche della ricerca, del rispetto, dell’amore e della pace verso tutti, nonostante le difficoltà che si frappongono alla realizzazione di questi intenti.
Festeggiare l’Ascensione è testimoniare questa conversione e questo perdono.

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