Santa Messa prefestiva Sabato 6 Settembre 2025 alle ore 18 nella Chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 7 Settembre 2025 alle ore 11 nella Chiesa di San Donato e di Santa Maria di Castello.
PREGHIERA
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l’eredità eterna.
PRIMA LETTURA
La Sapienza, dono di Dio, è la salvezza dell’uomo.
Salvezza nel senso di risposta ai perché più profondi e al superamento dei limiti imposti dalla natura umana.
Per noi cristiani la sapienza è Gesù che il brano di vangelo ci invita a seguire con tutto il cuore.
Dal libro della Sapienza.
Quale, uomo può conoscere il volere di Dio?
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
I ragionamenti dei mortali sono timidi
e incerte le nostre riflessioni,
perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima
e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni.
A stento immaginiamo le cose della terra,
scopriamo con fatica quelle a portata di mano;
ma chi ha investigato le cose del cielo?
Chi avrebbe conosciuto il tuo volere,
se tu non gli avessi dato la sapienza
e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?
Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra;
gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito
e furono salvati per mezzo della sapienza».
Salmo Responsoriale
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.
Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.
Insegnaci a contare i nostri giorni
E acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.
SECONDA LETTURA
Questo biglietto che San Paolo invia al cristiano Filemone è un esempio concreto di come la fede fa realizzare la pari dignità tra il padrone e lo schiavo fuggito e convertito da Paolo al cristianesimo.
Dalla lettera a Filèmone.
Carissimo, ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.
Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario.
Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore.
Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso.
VANGELO
E’ un invito deciso di Gesù a seguirlo, ad essere suo discepolo.
Che cosa vuol dire?
Vuol dire che Dio deve avere l’importanza principale nei valori della nostra vita.
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
OMELIA
La prima lettura ci dice che ogni persona è intelligente.
La prima qualità della persona intelligente è quella di accettare che la sua conoscenza sia limitata e in continua crescita.
Lo Spirito di Dio e la rivelazione di Gesù ci aiutano a conoscere i sentieri della vita e cercare di tenerli diritti..
Per tenere diritti i sentieri non si deve imporre il proprio ma imparare a costruirli confrontandoci.
La seconda lettura ci svela qual’è il segreto per costruire i sentieri della vita: scoprirci fratelli. Noi cristiani scopriamo la fraternità tanto quanto scopriamo la Paternità di Dio.
Il vangelo ci aiuta a costruire la scala di valori secondo Dio.
Il credente accoglie l’invito di Gesù ad essere suo discepolo perché crede che i veri sentieri dell’uomo gli sono indicati da Dio, Padre di tutti.
Ma Gesù ci dice che la costruzione dei veri sentieri è difficile, costa fatica e impegno e per questo dobbiamo misurare bene le nostre forze non per rinunciare ma per chiedere il suo Spirito.
Lo Spirito di Gesù ci dona la gioia di vivere perché con Lui scopriamo ogni giorno il sentiero che riempie la nostra vita e allarga gli orizzonti fino alla pienezze di Dio.