Sante Messe festive Domenica 16 Novembre 2022 alle ore 10,30 e nella chiesa di San Matteo e alle ore 11 nelle chiese di San Donato e Santa Maria di Castello.
PREGHIERA
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura.
PRIMA LETTURA
Il profeta invita ad avere la visione della vita che ha Dio e mettersi nelle sue mani perché a Dio non sfuggono le azioni che noi compiamo.
Dal libro del profeta Malachìa
Ecco: sta per venire il giorno rovente come un forno.
Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno, venendo, li brucerà – dice il Signore degli eserciti – fino a non lasciar loro né radice né germoglio.
Per voi, che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia.
Salmo Responsoriale
Il Signore giudicherà il mondo con giustizia.
Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.
Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine.
SECONDA LETTURA
San Paolo si propone come esempio ai suoi cristiani per l’impegno nel lavoro quotidiano in modo da non essere di peso ad alcuno e poter vivere dignitosamente con il lavoro delle proprie mani.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
Fratelli, sapete in che modo dovete prenderci a modello: noi infatti non siamo rimasti oziosi in mezzo a voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato duramente, notte e giorno, per non essere di peso ad alcuno di voi.
Non che non ne avessimo diritto, ma per darci a voi come modello da imitare. E infatti quando eravamo presso di voi, vi abbiamo sempre dato questa regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi.
Sentiamo infatti che alcuni fra voi vivono una vita disordinata, senza fare nulla e sempre in agitazione. A questi tali, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, ordiniamo di guadagnarsi il pane lavorando con tranquillità.
VANGELO
Con un linguaggio difficile per noi San Luca vuole dirci che la nostra vita è un cammino che va incontro a Gesù per trovare, dopo la prova e la morte, la vera vita.
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».
OMELIA
Oggi, con un linguaggio strano e difficile che si chiama “apocalittico” l’evangelista Luca ci vuole parlare di noi che stiamo camminando con difficoltà nella storia.
Luca mette due riferimenti storici: la distruzione di Gerusalemme e il ritorno glorioso di Gesù. Della prima si sa l’anno preciso, 70 d.C. Del secondo ci dice che non si sa quando avverrà ma prima che avvenga dovranno accadere tanti avvenimenti che richiederanno ai discepoli tre atteggiamenti: la testimonianza, la sapienza, la perseveranza perché il tempo che intercorre tra la distruzione di Gerusalemme e il ritorno di Gesù è un tempo difficile, con tanti ostacoli e del quale non si conosce la lunghezza.
Da questa descrizione possiamo capire che l’evangelista Luca parla del tempo della Chiesa che è il nostro tempo.
Al discepolo di Gesù sono richiesti tre atteggiamenti, tre scelte:
La testimonianza che è la vita, il modo di vivere che deve avere un unico riferimento: Gesù.
La sapienza che è la parola, il modo di parlare. Con le parole si comunica, si intessono rapporti, si dialoga, si annuncia.
La perseveranza che è la gioia di vivere, di affrontare tutte le situazioni. Gioia che è entusiasmo, serenità, pazienza, sopportazione. E’ uno dei segni più belli dell’amore.
