Domenica 25 gennaio 2026, III Domenica del tempo ordinario.

Santa Messa prefestiva Sabato 24 Gennaio 2026 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 25 Gennaio 2026 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo e alle ore 11 nelle chiese di San Donato e di Santa Maria di Castello.

PREGHIERA
Dio onnipotente ed eterno, guida i nostri atti secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone.

PRIMA LETTURA
La parte settentrionale della Palestina, la Galilea, è conquistata dagli Assiri nel 732 a.C. Ed è resa pagana. Il Profeta annuncia che anche questa regione, dopo tante umiliazioni, vedrà la luce della liberazione e della pace. L’evangelista Matteo si riferisce a questo brano del profeta per annunciare che Gesù è la liberazione, la luce e la pace.

Dal libro del profeta Isaia
In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti.
Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Mádian.

Salmo Responsoriale
Il Signore è mia luce e mia salvezza.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

SECONDA LETTURA
San Paolo rimprovera i cristiani di Corinto per le divisioni che si sono create all’interno della comunità. Nel modo di scrivere di San Paolo si nota la forza e il vigore con il quale si esprime che dimostra il suo amore per la comunità.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.
Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire.
Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo».
È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo? Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo.

VANGELO
L’evangelista Matteo fa iniziare la predicazione di Gesù subito dopo l’arresto di Giovanni Battista e la fa iniziare a Cafarnao, sulle rive del lago di Tiberiade.
E’ la regione più pagana della Palestina e l’evangelista vuol dire che si realizza la profezia riportata nella prima lettura.
Nella seconda parte del brano si racconta la chiamata dei primi apostoli: da pescatori di pesci a pescatore di uomini.

Dal vangelo secondo Matteo
Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

OMELIA
Domenica scorsa abbiamo riflettuto su Gesù che è presentato da Giovanni Battista come “Agnello di Dio”.
Oggi riflettiamo sulle prime parole che Gesù dice quando inizia a predicare: “Convertitevi perché il regno dei cieli è vicino”
L’evangelista Matteo conclude questo brano dicendo che Gesù annunciava il Vangelo del Regno.
Come dobbiamo comprendere questa parola: ”Regno” o “Regno dei cieli” o “Regno di Dio”?
Agli ascoltatori di Gesù la parola “regno” aveva un significato chiaro e preciso: i popoli erano governati da re o imperatori che avevano un potere assoluto sui sudditi.
Oggi abbiamo difficoltà a comprendere in questo modo la parola “regno” perché poteri assoluti sono pochissimi che noi chiamiamo “dittatoriali”.
Noi viviamo in una democrazia repubblicana alla quale non possiamo applicare il termine “regno”, quindi non possiamo applicare lo stesso contenuto che davano a questa parola gli ascoltatori di Gesù.
Come possiamo intendere oggi la parola “regno”?
La parola di Dio di questa domenica mette attorno alla parola “regno” altre parole per aiutarci a comprenderla.
Queste parole sono: luce, gioia, libertà (spezzare il giogo, chiamata, annuncio) guarigione.
Possiamo dare alla parola “regno” i seguenti due significati:
1) Un nuovo modo di essere. Gesù ci fa luce sulla nostra vera identità: siamo amati da Dio nostro Padre perché siamo suoi figli.
Scoprire ed accogliere questa luce ci porta la vera libertà e la vera gioia perché è il senso profondo della nostra esistenza.
2) Un nuovo modo di relazionarci con tutto ciò che è altro da noi.
Gesù ci guarisce dalla malattia dell’egoismo donandoci il suo Spirito e ci insegna il rispetto, l’amore e la misericordia.
Questo è il Regno che ha predicato Gesù!
La proposta (chiamata) di Gesù si rinnova per ognuno di noi ogni giorno di vita.
Seguire Gesù è camminare in questa strada.

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