Giorno di digiuno e di astinenza dalle carni
“L’essenziale è invisibile agli occhi”
Perché la Chiesa, nostra madre, ci chiede di fare un giorno di penitenza?
A che cosa serve astenersi dalla carne e mangiare meno?
I nostri vescovi così scrivono :
“I modi di realizzare il digiuno consistono nella privazione e comunque in una più radicale moderazione non solo del cibo, ma anche di tutto ciò che può essere di qualche ostacolo ad una vita spirituale pronta al rapporto con Dio nella meditazione e nella preghiera, ricca e feconda di virtù cristiane e disponibile al servizio umile e disinteressato del prossimo.
Ricordiamo, a titolo di esempio, alcuni comportamenti che possono facilmente rendere tutti, in qualche modo, schiavi del superfluo e persino complici dell’ingiustizia:
– il consumo alimentare senza una giusta regola, accompagnato a volte da un intollerabile spreco di risorse;
– l’uso eccessivo di bevande alcooliche e di fumo;
– la ricerca incessante di cose superflue, accettando acriticamente ogni moda e ogni sollecitazione della pubblicità commerciale;
– le spese abnormi che talvolta accompagnano le feste popolari e persino alcune ricorrenze religiose;
– la ricerca smodata di forme di divertimento che non servono al necessario recupero psicologico e fisico, ma sono finì a se stesse e conducono ad evadere dalla realtà e dalle proprie responsabilità;
l’occupazione frenetica, che non lascia spazio al silenzio, alla riflessione e alla preghiera;
– il ricorso esagerato alla televisione e agli altri mezzi di comunicazione, che può creare dipendenza, ostacolare la riflessione personale e impedire il dialogo in famiglia.
La legge del digiuno «obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate».
La legge dell’astinenza proibisce l’uso delle carni, come pure dei cibi e delle bevande che, ad un prudente giudizio, sono da considerarsi come particolarmente ricercati e costosi”.
(Da:Nota dell’Episcopato italiano:Il senso cristiano del digiuno e dell’astinenza.1994)
SANTA MESSA
Santa Messa nella chiesa di San Donato alle ore 18 con imposizione delle ceneri
PREGHIERA
O Dio, nostro Padre, concedi, al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male.
PRIMA LETTURA
Il profeta Gioele invita il popolo alla conversione del cuore perché il Signore tratta il suo popolo con il cuore, con amore. Tutti sono invitati alla conversione. Ognuno sospenda ciò che sta facendo e nella grande assemblea, con i sacerdoti, si invochi il perdono e la compassione di Dio.
Anche noi siamo invitati nell’assemblea liturgica a iniziare insieme il cammino penitenziale della Quaresima per incontrarci con il Signore e riscoprire la sua misericordia.
Dal libro del profeta Gioèle
Così dice il Signore:
«Ritornate a me con tutto il cuore,
con digiuni, con pianti e lamenti.
Laceratevi il cuore e non le vesti,
ritornate al Signore, vostro Dio,
perché egli è misericordioso e pietoso,
lento all’ira, di grande amore,
pronto a ravvedersi riguardo al male».
Chi sa che non cambi e si ravveda
e lasci dietro a sé una benedizione?
Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio.
Suonate il corno in Sion,
proclamate un solenne digiuno,
convocate una riunione sacra.
Radunate il popolo,
indite un’assemblea solenne,
chiamate i vecchi,
riunite i fanciulli, i bambini lattanti;
esca lo sposo dalla sua camera
e la sposa dal suo talamo.
Tra il vestibolo e l’altare piangano
i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano:
«Perdona, Signore, al tuo popolo
e non esporre la tua eredità al ludibrio
e alla derisione delle genti».
Perché si dovrebbe dire fra i popoli:
«Dov’è il loro Dio?».
Il Signore si mostra geloso per la sua terra
e si muove a compassione del suo popolo.
Salmo Responsoriale
Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
SECONDA LETTURA
San Paolo ci ricorda che il nostro incontro con Dio avviene attraverso Gesù Cristo che ha dato la sua vita per noi, e la chiesa è il segno sacramentale del suo perdono.
La Quaresima è l’occasione per questo incontro, è il momento favorevole, il giorno della salvezza.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.
Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti:
«Al momento favorevole ti ho esaudito
e nel giorno della salvezza ti ho soccorso».
Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!
VANGELO
Gesù mette l’accento sulla vanità che rovina tutta l’azione dell’uomo davanti a Dio perché la fa essere una “sceneggiata”, una ipocrisia.
E’ un insegnamento molto attuale perché oggi chi non appare non ha alcun valore.
L’invito è quello di iniziare la Quaresima per cercare di essere veri davanti a Dio perché crediamo che è questo quello che conta veramente.
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
OMELIA
La Chiesa ci guida nella vita cristiana di discepoli di Gesù.
Ci propone un tempo particolare: La Quaresima.
Perché?
Per preparare la Pasqua.
La Pasqua è la festa della vita!
La vita è il dono più grande che ci ha fatto Dio nostro Padre.
Questa vita umana di Figli di Dio, siccome è preziosissima, è anche fragilissima.
Il primo giorno di Quaresima la Chiesa ci ricorda la fragilità della vita e ci propone i rimedi per custodirla e farla crescere.
Il segno delle CENERI è il segno della nostra fragilità. Fragilità di tutti i tipi:
dalle difficoltà agli errori, dai nostri difetti alle nostre cattiverie, dalla malattia alla morte.
Quali rimedi ci propone la Chiesa per far crescere in noi la vita?
Far crescere il nostro rapporto con Dio attraverso la preghiera:
preghiere del mattino e della sera, Santa Messa festiva, Santa Messa quotidiana,
Il venerdì preghiera della Via crucis (ore 17,30) e Santa Messa (ore 18)
Far crescere noi stessi attraverso l’impegno nel far bene il nostro dovere con onestà e sincerità. Il Card. Siri diceva:”la prima penitenza è il nostro dovere”.
Far crescere il rapporto con il nostro prossimo attraverso la generosità.
La privazione di qualche cosa di lecito (cibo, internet, divertimento…) ci aiuta ad essere più forti e determinati nel cammino verso la Pasqua.
