Santa Messa prefestiva Sabato 20 Giugno 2026 alle ore 18 nell’ Oratorio S. Antonio della marina in piazza Sarzano celebra il Card. Angelo Bagnasco nel 60° di ordinazione sacerdotale.
Sante Messe festive Domenica 21 Giugno 2026 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo, alle ore 11 nelle chiese di Santa Maria di Castello e San Donato
PREGHIERA
Dona al tuo popolo, o Padre, di vivere sempre nella venerazione e nell’amore per il tuo santo nome, poiché tu non privi mai della tua guida coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
PRIMA LETTURA
E’ la preghiera di fiducia nel Signore che il Profeta Geremia gli rivolge mentre i suoi avversari gioiscono al pensiero di poter sfogare la loro vendetta su di lui.
Il Profeta chiede al Signore di prendere le sue difese perché si è affidato completamente a Lui.
Dal libro del profeta Geremia
Sentivo la calunnia di molti:
«Terrore all’intorno!
Denunciatelo! Sì, lo denunceremo».
Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta:
«Forse si lascerà trarre in inganno,
così noi prevarremo su di lui,
ci prenderemo la nostra vendetta».
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,
per questo i miei persecutori vacilleranno
e non potranno prevalere;
arrossiranno perché non avranno successo,
sarà una vergogna eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto,
che vedi il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
poiché a te ho affidato la mia causa!
Cantate inni al Signore,
lodate il Signore,
perché ha liberato la vita del povero
dalle mani dei malfattori.
Salmo Responsoriale
Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio.
Per te io sopporto l’insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me.
Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.
Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua grande tenerezza.
Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brùlica in essi.
SECONDA LETTURA
Brano difficile.
Il senso è questo: Il dono della Grazia che Gesù ci ha meritato con la sua morte e risurrezione è infinitamente più grande di tutto il male che l’umanità può commettere.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti.
VANGELO
Il brano si può riassumere nella frase: ”Non temete” che la chiesa primitiva ripete ai fedeli che sono oppressi dalla persecuzione: “Gesù ci ha preavvisati”.
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
OMELIA
Tre letture difficili.
1) Facciamo una riflessione suggerita dall’espressione della preghiera che il Profeta Geremia rivolge al Signore: “…Possa io vedere la tua vendetta su di loro…”
E’ una frase che oggi può fare difficoltà!
Ricordiamo che questa frase è pronunciata 500 anni avanti Cristo e in 500 anni succedono cambiamenti importanti nella mentalità e anche nello sviluppo e nella comprensione della rivelazione.
Cerchiamo di leggere questa frase nella mentalità e nella situazione del profeta:
è osteggiato e perseguitato perché profetizza la distruzione di Gerusalemme e la deportazione in schiavitù. Sta compiendo la missione che il Signore gli ha affidato e si affida completamente a Lui.
Geremia chiede a Dio che applichi in modo giusto la legge del taglione, legge in vigore al suo tempo.
Il problema di questa legge era la quantificazione della giusta vendetta.
Quindi chiede a Dio che sia giusto.
2) San Paolo legge la storia dal punto di vista della fede, della rivelazione, non da quello della scienza storica e archeologica.
Parte dalla domanda: perché c’è il male nel mondo e nell’umanità?
La bibbia risponde: perché l’umanità ha peccato. Il peccato è aver escluso Dio dalla propria vita.
San Paolo legge “Adamo” come singolo uomo e lo contrappone a Gesù singolo uomo.
Gesù con la sua morte e risurrezione ha ricucito lo strappo del peccato (ci ha salvati, ci ha redenti). Questa GRAZIA è più forte del peccato dell’umanità (Adamo) perché lo vince e la riporta alla vera vita.
3) Il brano del vangelo.
Nella prima parte vuole rincuorare i primi cristiani che sono perseguitati.
Ogni epoca ha le sue difficoltà! Gesù ci invita alla perseveranza e, nella parte finale del brano ci ricorda in modo forte il compito del discepolo che è quello di rendere testimonianza cioè di far vedere Gesù con la vita.
La parte centrale del brano ci ricorda la nostra preziosità e l’attenzione che è rivolta ad ogni persona da parte del Padre celeste.
