Santa Messa prefestiva Sabato 13 Marzo 2021 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo
Sante Messe festive Domenica 14 Marzo 2021 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo e alle ore 11 nella chiesa di San Donato
PREGHIERA
O Padre, che per mezzo del tuo Figlio operi mirabilmente la nostra redenzione, concedi al popolo cristiano di affrettarsi con fede viva e generoso impegno verso la Pasqua ormai vicina.
LITURGIA DELLA PAROLA
PRIMA LETTURA
Questo brano rilegge da un punto di vista di fede un pezzo della storia del regno di Israele. Le infedeltà a Dio hanno portato il popolo alla catastrofe che deve essere considerata come un castigo di Dio. Ma questo non significa che Dio non manterrà la sua parola, anzi la salvezza avviene solo per mezzo dell’opera di Dio.
Noi non leggiamo più così la storia, ma possiamo dire che quando non osserviamo quello che ci dice il Signore per il nostro bene, noi facciamo il nostro male e ne dobbiamo subire le conseguenze.
Soltanto se siamo umili tanto da metterci all’ascolto di Dio possiamo raddrizzare la nostra storia.
Dal secondo libro delle Cronache
In quei giorni, tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà, imitando in tutto gli abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempio, che il Signore si era consacrato a Gerusalemme.
Il Signore, Dio dei loro padri, mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché aveva compassione del suo popolo e della sua dimora. Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti al punto che l’ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il culmine, senza più rimedio. Quindi [i suoi nemici] incendiarono il tempio del Signore, demolirono le mura di Gerusalemme e diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e distrussero tutti i suoi oggetti preziosi.
Il re [dei Caldei] deportò a Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all’avvento del regno persiano, attuandosi così la parola del Signore per bocca di Geremìa: «Finché la terra non abbia scontato i suoi sabati, essa riposerà per tutto il tempo della desolazione fino al compiersi di settanta anni».
Nell’anno primo di Ciro, re di Persia, perché si adempisse la parola del Signore pronunciata per bocca di Geremìa, il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia, che fece proclamare per tutto il suo regno, anche per iscritto: «Così dice Ciro, re di Persia: “Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il Signore, suo Dio, sia con lui e salga!”».
Salmo Responsoriale Dal Salmo 136
Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia.
Lungo i fiumi di Babilonia,
là sedevamo e piangevamo
ricordandoci di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.
Perché là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
allegre canzoni, i nostri oppressori:
«Cantateci canti di Sion!».
Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se mi dimentico di te, Gerusalemme,
si dimentichi di me la mia destra.
Mi si attacchi la lingua al palato
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non innalzo Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.
SECONDA LETTURA
San Paolo ci ricorda che la vita cristiana è partecipazione alla vita di Gesù.
Per dono di Dio noi siamo inseriti in Gesù e siamo una cosa sola con Lui.
La fede è accettare questo dono e vivere conoscendo la nostra situazione.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati.
Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.
Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.
VANGELO
San Giovanni ci espone il progetto di amore di Dio che vuole la salvezza di ogni persona attraverso l’atto di amore di Gesù che dona la sua vita per noi.
La parola “giudizio” non va intesa come sentenza di Dio, ma come scelta di amore dell’uomo che risponde al dono di amore di Dio.
Si può accettare o si può rifiutare.
Mentre è molto facile dire queste parole in forma teorica, in pratica è difficile stabilire quali sono le scelte che ogni persona fa nel profondo del suo cuore.
Ricordiamoci che Dio ama tutti allo stesso modo.
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
OMELIA
Nel nostro cammino quaresimale, aiutati dalla Parola di Dio, abbiamo risposto ad alcune domande. Chi è Gesù? (seconda domenica). Dove incontriamo Gesù? (terza domenica). In questa quarta domenica la domanda è la seguente: Perché crediamo in Gesù?
La risposta si inserisce nella riflessione più ampia sul perché della fede.
Noi crediamo perché la fede è la risposta alle domande di fondo sulla nostra esistenza ed è la proposta di come vivere la vita.
Con la parola “fede” che cosa vogliamo dire?
Diciamo che noi crediamo che Dio ci ha parlato e ci parla. Il nostro Dio è un Dio che si rivela e troviamo la sua rivelazione nella Bibbia, nella storia del popolo di Israele, nella Chiesa di Gesù e nella storia dell’umanità e quindi anche nella storia di ognuno di noi.
La prima lettura ci presenta come gli ebrei leggevano la loro storia e come vedevano la presenza di Dio in mezzo a loro.
La seconda lettura ci ricorda che noi siamo frutto dell’amore gratuito di Dio.
Il vangelo ci dice che la misura dell’amore di Dio verso ogni persona e verso il creato è il dono di amore infinito del figlio Gesù che dà la sua vita per la nostra salvezza.
Perché salvezza?
Perché l’uomo ha usato male e continua a usare male i doni preziosissimi che ha ricevuto da Dio: la vita, l’intelligenza, la libertà, la capacità di amare e di gioire insieme agli altri e a tutto il creato.
La Bibbia chiama questo “usare male”: “ peccato” e Gesù è venuto affinché noi abbiamo la vita in abbondanza e riusciamo a utilizzare bene i doni ricevuti vincendo così il peccato.
Possiamo definire peccato la scelta di costruire la vita in modo egoista utilizzando male i doni ricevuti che si rivoltano contro di noi, a cominciare dalla natura, perché non li usiamo nel modo voluto da Dio.
Noi crediamo in Gesù perché siamo certi che seguendo Lui realizzeremo noi stessi secondo il progetto creativo di Dio che è un progetto di amore e di felicità.
