Un luogo di culto ospitale e aperto
Le attività parrocchiali
dell'Abbazia
La parrocchia attualmente conta circa duecentotrenta fedeli, che è un numero piuttosto esiguo rispetto al territorio occupato all’interno del Vicariato. Ciò è dovuto al fatto che lo stesso territorio è occupato soprattutto da attività commerciali e dedicate ai servizi piuttosto che da abitazioni. Nonostante ciò San Matteo rimane un punto di riferimento per il quartiere e per tutta la città grazie alla sua importanza storica, alla sua posizione entrale e anche, e non ultimo, per la sua bellezza. L’Abbazia è un un luogo di culto ospitale e aperto alle iniziative liturgico pastorali e culturali di gruppi di preghiera, associazioni e movimenti cattolici ed è, incontestabilmente, una delle location preferite dai genovesi per la celebrazione dei matrimoni. Inoltre il chiostro può essere messo a disposizione per incontri, mostre e rinfreschi.
La preghiera oltre le barriere
La Santa Messa della domenica mattina
La Santa Messa della domenica mattina è animata dalla presenza del Movimento degli Amici della Comunità di Sant’Egidio composta da persone con disabilità mentale, dai loro familiari e dai loro amici. Questa partecipazione è cominciata agli inizi degli anni 2000, grazie alla disponibilità ed all’accoglienza di Monsignor Gian Carlo Rapallo, allora Abate Parroco, che aprì le porte alla Comunità dando inizio ad una felice consuetudine che ancora oggi continua.
Una Messa festosa
La Messa, naturalmente, è aperta a tutti i parrocchiani e alle persone che desiderano parteciparvi. È un momento speciale, gioioso, ma anche ordinato, dove la preghiera oltrepassa le barriere della malattia andando oltre le difficoltà del pensiero e della comunicazione aprendo la via verso l’incontro con Gesù.
La preghiera della Chiesa
La Messa della domenica mattina a San Matteo è una delle più belle espressioni di Chiesa, che unisce le nostre esistenze, con le nostre inevitabili differenze, i nostri limiti e le nostre difficoltà, raccogliendole in un’unica preghiera di amore insieme con Gesù.
Un momento di condivisione e di relazione
La cena del lunedì
La cena del lunedì prende inizio intorno al 2005 su iniziativa di Monsignor Niccolò Anselmi che allora era insegnate di religione al Liceo Andrea Doria. Interrogandosi insieme ai suoi alunni su quale azione intraprendere per aiutare le persone in difficoltà e senza fissa dimora stabilì di offrire una cena che in seguito divenne una felice ricorrenza ripetuta ogni lunedì nel chiostro di San Matteo. Oltre agli alunni del Liceo, l’iniziativa coinvolse anche i ragazzi della Pastorale Giovanile che si radunavano nei locali attigui alla chiesa.
L'organizzazione
All’inizio, tra gli ospiti, si contavano sette o otto persone che negli anni sono diventate sessanta, ottanta fino a novanta commensali. Questo ha richiesto molta organizzazione e determinazione da parte dei volontari che con la loro generosità e la loro disponibilità hanno mantenuta viva questa ammirevole iniziativa.
Il primo piatto viene cucinato direttamente nei locali della Pastorale Giovanile mentre i secondi piatti sono preparati a casa con prodotti di qualità dalle signore che aderiscono all’iniziativa.
Lo scopo
La cena è aperta a tutti, chi si presenta il lunedì sera a San Matteo avrà un pasto caldo, o da asporto in questo tempo di pandemia, oppure potrà prestare il proprio servizio di volontariato condividendo la tavola insieme a tutti i partecipanti. Lo scopo della cena è quello di vivere un momento di condivisione e di interagire e instaurare una relazione, seppur breve, con persone che vivono realtà difficili e per i quali non è facile comunicare, esprimere le proprie opinioni o raccontare la propria storia. Anche la cena del lunedì a San Matteo è una bellissima espressione di chiesa, che torna ad unirci tutti, con le nostre differenze e le nostre difficoltà, in un momento di armonia e di pace intorno ad un buon cibo, per il corpo e per l’anima.