Domenica 27 luglio 2025. Domenica XVII del tempo ordinario.

Santa Messa prefestiva Sabato 26 Luglio 2025 alle ore 18 nella Chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 27 Luglio 2025 alle ore 11 nella Chiesa di San Donato e di Santa Maria di Castello.

PREGHIERA
O Dio, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esiste di valido e di santo; effondi su di noi la tua misericordia perché, da te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni.

PRIMA LETTURA
Lo scopo di questo brano è quello di dimostrare che i giusti possono ottenere il perdono di Dio per molti peccatori.
Abramo si ferma a 10 giusti, Il Profeta Isaia afferma che un solo giusto salverà l’umanità.

Dal libro della Gènesi
In quei giorni, disse il Signore: «Il grido di Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!».
Quegli uomini partirono di là e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora alla presenza del Signore.
Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l’empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Lontano da te il far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio; lontano da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?». Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutto quel luogo».
Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere: forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne troverò quarantacinque».
Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta». Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola: forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci».

Salmo Responsoriale
Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile;
il superbo invece lo riconosce da lontano.
Se cammino in mezzo al pericolo, tu mi ridoni vita;
contro la collera dei miei avversari stendi la tua mano.

La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

SECONDA LETTURA
San Paolo ci ricorda che cosa ha operato il Battesimo in noi: siamo morti e risorti con Gesù per virtù della potenza di Dio. Per mezzo della morte in croce di Gesù Dio ci ha donato la sua vita.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi.
Fratelli, con Cristo sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti.
Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce.

VANGELO
Il brano ci presenta Gesù modello di preghiera per il discepolo.
Gesù insegna che cosa dire quando si prega e quando bisogna pregare.

Dal vangelo secondo Luca
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

OMELIA
Che cosa vuol dire “pregare”?
Che cosa è la “preghiera”?
Le letture ci conducono in un piccolo cammino per rispondere a queste domande.

Ad Abramo sta a cuore la giustizia di Dio e piano piano scopre che è una giustizia particolare perché sulla bilancia dieci persone giuste pesano quanto tutte le altre non giuste.
San Paolo va avanti nell’insegnamento dicendoci che una persona sola, Gesù, con la sua giustizia, che è l’amore totale e misericordioso, perdona (salva) tutta l’umanità.
Gesù, insegnandoci il “Padre nostro” ci dice che il nostro rapporto con Dio è un rapporto di amore filiale perché riconoscere Dio nella nostra vita non è una limitazione dell’umanità ma la sua vera realizzazione:

  • domandare il pane quotidiano non è elemosinare ma un impegno di giustizia sociale a livello globale;
  • la domanda di perdono è un impegno ad usare tra noi i criteri di misericordia che usa Dio verso di noi.

La preghiera cristiana è una richiesta amorosa, costante e responsabile del dono dello Spirito Santo per vivere oggi da discepoli di Gesù.
Chiedere lo Spirito è lasciare la sicurezza del ritualismo per incamminarsi nella strada della ricerca e del dono. Sembra insicura e imprevedibile ma è l’unica che rispetta il dono più grande ricevuto da Dio, che ci fa simili a Lui: la libertà!

Torna in alto